“Mons. Giovanni Battista Scapinelli di Lèguigno. Una vita donata a servizio della Chiesa (1908‑1971)”. E’ questo il titolo di un volume di don Luca Franceschini, sacerdote della diocesi di Massa Carrara‑Pontremoli e attuale direttore dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto della CEI. Un volume che ricostruisce per la prima volta in modo completo la figura di un protagonista discreto ma decisivo della vita ecclesiale del Novecento. L’autore ripercorre l’itinerario umano e sacerdotale di mons. Giovanni Battista Scapinelli, cresciuto a Massa dopo la morte del padre e ordinato sacerdote nel 1933. Formato in un ambiente familiare profondamente religioso – segnato dalle figure del card. Raffaele Scapinelli, di sr. Raffaella e di mons. Antonio Fornaciari – Scapinelli maturò uno stile di ministero improntato all’umiltà e al servizio silenzioso. Dopo un breve incarico come parroco a Calice al Cornoviglio, nel 1934 fu chiamato da mons. Domenico Tardini alla Pontificia Accademia dei Nobili Ecclesiastici, dove conseguì con il massimo dei voti le lauree in diritto civile e canonico. Nel 1937 partì per Buenos Aires come segretario di Nunziatura per Argentina e Uruguay: un servizio impegnativo, segnato anche dall’insorgere della malaria che lo accompagnerà per tutta la vita. Rientrato a Roma nel 1946, ricoprì incarichi di grande responsabilità: sottosegretario della Congregazione per i Religiosi, membro della Commissione per cinema, radio e televisione, quindi sottosegretario degli Affari Straordinari Ecclesiastici. Nel 1961 papa Giovanni XXIII lo nominò arcivescovo titolare di Laodicea del Libano e segretario della Congregazione per le Chiese Orientali. Partecipò a tre sessioni del Concilio Vaticano II. Nel 1965 si ritira mantenendo sempre vivo il legame con la diocesi di Massa, alla quale si deve – anche grazie al suo intervento – la concessione del titolo di Basilica Minore per la Cattedrale. Morì a Roma il 30 giugno 1971e oggi riposa al Cimitero del Verano, nella tomba dei Canonici.