Consiglio europeo: oggi in agenda economia, budget e Medio Oriente. Paesi divisi su Cina e bilancio pluriennale

(Foto Unione europea)

Prosecuzione delle discussioni sulla competitività e sulle sfide economiche globali, a partire dalla concorrenza cinese, situazione in Medio Oriente, bilancio a lungo termine 2028-2034, migrazione e droghe illecite. Sono i punti iscritti nell’agenda della seconda giornata del Consiglio europeo che riunisce i 27 capi di S tato e di governo Ue. Temi spesso divisivi: sul bilancio si contrappongono i Paesi frugali del Nord contrari ad aumentare il budget Ue e altri, fra cui l’Italia, che vorrebbero più risorse comuni per rispondere a problemi comuni; sulla Cina c’è che vorrebbe maggiori azioni anti prodotti cinesi e altri che vedono Pechino come un partner conveniente (anche in relazione ai difficili rapporti e ai dazi Usa); risposta alle migrazioni e rapporti con i Paesi mediorientali sono ulteriori temi di distanza tra i Ventisette.

Intanto va registrato un altro capitolo – oltre a quello sull’Ucraina – delle Conclusioni del summit. È quello che riguarda difesa e sicurezza. “Alla luce delle gravi minacce e sfide per la sicurezza, e con la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina che continua a costituire una sfida esistenziale per l’Unione europea, la prontezza dell’Europa alla difesa deve essere potenziata in modo decisivo entro il 2030”. “Sulla scorta dei recenti progressi”, il Consiglio europeo chiede di “intensificare gli sforzi, con rinnovata urgenza, per realizzare tale obiettivo a passo sostenuto e su vasta scala, ridurre le dipendenze strategiche e affrontare le carenze in termini di capacità critiche, con un approccio a 360 gradi”.
A seguito delle ripetute violazioni dello spazio aereo degli Stati membri, il Consiglio europeo sottolinea “l’importanza di garantire la difesa di tutte le frontiere terrestri, aeree e marittime dell’Ue”. Seguono una serie di espressioni di condanna delle azioni minacciose della Russia verso Paesi Ue e si riafferma l’impegno – tutto da rendere concreto – per una capacità di “difesa collettiva”.
Tra le altre convergenze, il Consiglio europeo “si compiace del considerevole aumento della spesa per la difesa in atto negli Stati membri, che deve essere accompagnato da un potenziamento degli sforzi volti a investire insieme in modo migliore e più rapido”; ribadisce “l’urgente necessità di rafforzare la base industriale e tecnologica di difesa europea”. Tutto ciò, fatto salvo “il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri” e tenendo conto “degli interessi di tutti gli Stati membri in materia di sicurezza e di difesa, conformemente ai trattati”. La politica estera e quella di difesa – va sempre ricordato – sono di competenza nazionale e non comunitaria.

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