Diocesi: Treviso, il Tribunale di Padova condanna per diffamazione l’accusatore di due preti

(Foto Ministero di Giustizia)

“Ora è arrivata una parola di verità e di giustizia”. Con queste parole il vicario generale della diocesi di Treviso, mons. Mauro Motterlini, commenta la sentenza n. 724/2026 del Tribunale di Padova – II sezione civile, che ha condannato Gianbruno Cecchin, 55 anni, di Galliera Veneta, a risarcire don Livio Buso e don Paolo Carnio, sacerdoti trevigiani ed ex educatori nel Seminario diocesano di Treviso, con 50mila euro ciascuno, oltre alle spese legali, per averli diffamati con false accuse di abusi sessuali. Cecchin li aveva accusati di abusi commessi trent’anni fa, quando lui, tra i 19 e i 20 anni, frequentava il seminario vescovile di Treviso nella Comunità Vocazionale: l’accusa era stata lanciata sei anni fa ed era stata immediatamente ripresa dagli organi di stampa locali e nazionali. Il tribunale, nella sentenza depositata il 27 aprile scorso, ha accertato l’infondatezza delle accuse e la non attendibilità dell’accusatore, rilevando alcune qualifiche accademiche e attività di insegnamento che si era attribuito, ma che l’università chiamata in causa ha smentito. I due sacerdoti, rappresentati e difesi dall’avvocato Stefano Zoccarato, del Foro di Treviso, avevano promosso la causa civile due anni fa. Mons. Motterlini ricorda “la corale e spontanea sottoscrizione a una lettera – ‘Ecco la nostra storia in Seminario’ – firmata da tantissimi sacerdoti e laici”. Il comunicato ricorda che la diocesi ha istituito il 2 dicembre 2021 il Servizio tutela minori e adulti vulnerabili.

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