Santa Rita: don Groccia (Sibari), nel cuore del popolo sibarita è “diventata di famiglia e fa parte del nostro quotidiano”

Il culto dei santi nell’Italia meridionale è molto antico ed aggregante, e si manifesta con forte intensità, particolarmente nell’ambito della religiosità popolare. E a Sibari (Cs), da oltre quindici anni, il 22 maggio, memoria liturgica di santa Rita, è diventato un giorno molto significativo per la comunità cristiana del luogo: persone provenienti dai paesi limitrofi in comunione col popolo di Sibari alle 18 si ritrovano nella chiesa di Gesù Buon Pastore per condividere la “gioia eucaristica” al termine della quale vengono benedette le bambine in abito votivo, le rose e i pani, simboli tradizionalmente legati a Santa Rita che nel cuore del popolo sibarita è “diventata di famiglia e fa parte del nostro quotidiano”, dice il parroco don Pietro Groccia: “In un contesto come il nostro, dove i pulviscoli della secolarizzazione si sono mostrati meno incisivi che altrove, la devozione a Santa Rita svolge un ruolo significativo nella promozione della donna nella Chiesa e nella società. In sintesi Rita è – aggiunge don Groccia – anzitutto una donna che esprime e vive in sé stessa quella che Giovanni Paolo II chiamava la genialità del femminile: cioè quelle particolari virtù che se imitate nella verità possono rappresentare la via privilegiata per la elevazione della dignità della donna”. Da qui l’urgenza di una evangelizzazione, ribadisce il sacerdote – che “sappia rendersi pubblicamente comunicativa, perché se disancorata dalla vita feriale e dal vissuto spirituale dei santi potrebbe correre il serio rischio di divenire poco significativa per il destino della fede”.

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