L’età media dei detenuti negli istituti penitenziari europei è di 39 anni, con significative variazioni tra i diversi Paesi, segnala il rapporto del Consiglio d’Europa. Italia e Portogallo hanno registrato l’età media più elevata (42 anni), seguiti da Montenegro, Estonia e Serbia (41). L’indagine segnala una crescente presenza di persone anziane in carcere, dal 2,5% di gennaio 2020 al 2,9% nel 2025. “Sebbene la percentuale complessiva di detenuti anziani rimanga modesta, l’indagine evidenzia le implicazioni che ciò potrebbe avere in futuro per la gestione penitenziaria, considerando le esigenze spesso complesse dei detenuti anziani in termini di salute, malattie croniche, declino cognitivo e ridotta mobilità”. L’indagine evidenzia l’elevata percentuale di detenuti di età pari o superiore a 65 anni in alcuni Paesi: la Croazia si distingue con il 10,8%, seguita da Serbia (7,2%), Slovenia (5,7%), Bulgaria (5,2%) e Italia (5,1%).
La percentuale di donne nella popolazione carceraria è invece aumentata dal 4,8% al 5,2% tra gennaio 2024 e gennaio 2025, con un incremento complessivo dell’8,9% nei Paesi con una popolazione superiore a 1 milione di abitanti, “il che potrebbe riflettere un cambiamento nelle pratiche di condanna, nei modelli di reato e nell’uso di alternative alla detenzione”. Le percentuali più elevate di donne detenute si sono registrate in Ungheria (8,8%), Repubblica Ceca (8,6%), Malta (8%) e Svezia (7,9%).
Non ultimo, i reati. Quelli legati alla droga “continuano a essere i crimini più comuni per i quali gli individui scontano pene detentive (17,3%), seguiti dal furto (12,1%)”. Circa un detenuto su tre sta scontando una pena per crimini violenti, tra cui omicidio (10,9%), stupro o altri reati sessuali (8,6%), aggressione (6,3%) e rapina (6,1%). Complessivamente, il 2,7% dei detenuti è stato condannato per reati stradali e la stessa percentuale per reati economici o finanziari.