97ª Adunata Alpini: mons. Tasca (Genova), “abbiamo bisogno di uomini e donne che vivano davvero la fraternità, il bene comune e la solidarietà”

“La Chiesa di Genova vi accoglie con grande gioia e gratitudine. Sono davvero contento che abbiate scelto Genova per questa vostra 97ª Adunata nazionale. È bello ritrovarci insieme attorno allo slogan scelto per questa edizione: ‘Alpini, faro per il futuro’”. Sono le parole di benvenuto con la quali l’arcivescovo di Genova, mons. Marco Tasca, ha aperto la sua omelia nella messa che ha presieduto nel pomeriggio di sabato in cattedrale in occasione della 97ª Adunata nazionale degli Alpini che si è conclusa ieri.
“Il faro non abbaglia”, ha osservato il presule: “Fa luce, indica la direzione giusta”. “Ed è davvero significativo ricordarlo oggi, in questa Eucaristia, che è rendimento di grazie”, ha proseguito mons. Tasca. “È occasione per affidare al Signore gli Alpini, ricordare i caduti, pregare per la pace, ma soprattutto per rinnovare i valori della fraternità, della dedizione al bene comune, della solidarietà e dell’impegno concreto verso il prossimo”. “Gli Alpini – ha osservato l’arcivescovo – continuano a custodire questi valori e a trasmetterli. Grazie di cuore, perché è proprio questo il faro di cui abbiamo bisogno: uomini e donne che vivano davvero la fraternità, il bene comune e la solidarietà”. Lo slogan che ha accompagnato la 97ª Adunata “parla di futuro e quindi parla anche di speranza”. “A volte – ha commentato mons. Tasca – la speranza viene intesa come un semplice ‘speriamo che vada bene’. Ma, per un cristiano, la speranza ha un significato molto più profondo: è la certezza, una certezza granitica, che il Signore cammina con noi”. “Questa – ha ammonito – è la speranza cristiana: sapere che il Signore è accanto a noi anche in tempi difficili e complessi. Gesù ci ha assicurato che sarà con noi fino alla fine dei tempi. Questa è la nostra certezza”. L’arcivescovo ha poi rilevato che “è importante, nel nostro mondo, incontrare qualcuno che sappia indicare il futuro con fiducia e serenità”. Commentando le letture offerte dalla liturgia, mons. Tasca ha richiamato “tre parole che oggi sembrano quasi andare controcorrente rispetto allo stile dominante: dolcezza, rispetto, retta coscienza. Eppure è questa la testimonianza di cui il mondo ha bisogno”. “Noi – ha precisato – non vogliamo le polarizzazioni; non ci interessano. Ci interessa essere uomini e donne di rispetto, di dolcezza e di coscienza retta. Questo vogliamo offrire al nostro tempo”. L’arcivescovo ha concluso riferendo “la grazia che oggi chiedo al Signore per tutti voi, e in particolare per i fratelli e le sorelle dell’Associazione nazionale alpini: continuare con certezza questo cammino, testimoniando la bellezza dei vostri valori e anche la bellezza della nostra fede. È bello essere cristiani. Vale la pena esserlo. Siamo contenti di esserlo”.

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