“L’intelligenza artificiale coinvolge, ma non deve travolgere l’uomo. Deve restare uno strumento che serve l’uomo senza servirsi di lui. Per questo sono necessarie e urgenti regole possibili, e soprattutto bisogna formare la coscienza che è il luogo del giudizio e delle libertà”. Lo ha detto il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova e consulente ecclesiastico dell’Ucid nazionale, intervenendo ieri a Palazzo Madama al convegno “Governare l’invisibile: regole e valori per l’intelligenza artificiale”, promosso dal senatore Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica, in collaborazione con l’Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti) sezione di Roma. Al centro del dibattito i temi del libero arbitrio, della trasparenza degli algoritmi, della giustizia sociale e della dignità umana nel lavoro. Il senatore Butti ha sottolineato che “la tecnologia non è mai neutra” e che “il rapporto tra fede e innovazione diventa decisivo, perché ci impone di orientare lo sviluppo tecnologico verso un modello autenticamente antropocentrico”. Particolare attenzione è stata riservata alla sovranità digitale, all’etica della formazione e alla responsabilità giuridica, ribadendo che “la capacità di giudizio deve rimanere prerogativa umana”.