Autismo: Ilicini (Serafico di Assisi), “dalla liturgia frontale a una liturgia agita e relazionale, con il recupero dei segni e dei sensi”

(Foto SIR)

“Siamo stati chiamati a pensare di limitare una partecipazione alla liturgia passando da una liturgia percepita come solo frontale, prevalentemente subita, a una liturgia che possa essere pensata come agita, o ancor meglio come relazionale, circolare, con un significativo recupero dei segni e dei sensi”. Lo ha affermato Silvia Ilicini, pedagogista del Serafico di Assisi, intervenendo al seminario promosso oggi dal Servizio nazionale Cei per la pastorale delle persone con disabilità e dall’OssNA presso la sede Cei a Roma. Ilicini ha illustrato l’esperienza dell’istituto – che conta quasi 155 anni di storia al servizio della disabilità – nel rendere accessibile la liturgia e il tempo libero a persone con autismo e gravi deficit intellettivi. Ogni mercoledì pomeriggio il centro dedica un’ora all’“animazione liturgica”, un percorso di avvicinamento sensoriale che anticipa la celebrazione del sabato attraverso “gesti, segni e simboli percepibili anche in condizioni di particolare gravità”. Sul tempo libero, ha sottolineato come la sua natura destrutturata rappresenti per le persone con autismo “un territorio aperto e difficilmente controllabile, fonte di ansia e spaesamento”. La risposta del Serafico è la valutazione sistematica delle preferenze: “È diventata la base essenziale su cui fondare le nostre progettazioni, e tutto il personale deve esserne consapevole e capace di portarla avanti”.

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