Autismo: Bertelli (SiDiN), “le persone con maggiori difficoltà non ricevono attenzione dalla ricerca”

(Foto SIR)

“Nell’autismo in generale avevamo 350 lavori l’anno scorso. Nell’autismo profondo ci siamo fermati a 9. La maggior parte della nostra attenzione e delle nostre risorse vengono profuse all’autismo di livello uno, trascurando chi ha più bisogno di supporto”. È la denuncia di Marco Bertelli, presidente della SiDiN (Società italiana per i disturbi del neurosviluppo), intervenendo al seminario promosso oggi dal Servizio nazionale Cei per la pastorale delle persone con disabilità e dall’OssNA presso la sede Cei a Roma. Bertelli ha affrontato il tema della qualità di vita nelle persone con autismo di livello 3, sottolineando come essa risulti “almeno due deviazioni standard inferiore rispetto alla popolazione generale in tutte le età della vita”. Quindi ha criticato la tendenza a far coincidere la qualità di vita con standard di funzionamento normalizzati: “L’intenzione originaria era aiutare una persona a essere più soddisfatta della propria vita, non a somigliare il più possibile alle altre dal punto di vista funzionale”. Ha inoltre presentato una ricerca internazionale in corso sulla spiritualità come area della qualità di vita, sottolineando come alcuni abbiano proposto “di negare alle persone più gravi la possibilità di avere una vita spirituale”. “Noi stiamo provando a dimostrare il contrario”, ha concluso.

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