“La norma ti dà la cornice all’interno della quale muoverti; la persona con disabilità ti dice che cosa fare, ti dà la direzione; la scienza ti dice come farlo al meglio”. È la sintesi proposta da Serafino Corti, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico della Fondazione Ond (Osservatorio nazionale sulla disabilità), intervenendo oggi al seminario promosso dal Servizio nazionale Cei per la pastorale delle persone con disabilità e dall’OssNA presso la sede Cei a Roma. Corti ha affrontato il rapporto tra il decreto legislativo 62 del 2024 e le linee guida sull’autismo pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ottobre 2025, sottolineando come i due sistemi siano “allineati in modo straordinario”: “Non c’è nessuna parte nel mondo in cui esiste una norma sul progetto di vita e una linea guida adulti per l’autismo con un capitolo sul progetto di vita”. Il decreto, ha spiegato, definisce la cornice procedurale; le linee guida indicano come fare le cose in modo efficace, con particolare attenzione alla valutazione delle preferenze, alle condizioni abitative, alla qualità della vita e agli interventi psicoeducativi. Non basta però avere buone norme e buona scienza: “Perché il progetto di vita si realizzi davvero, bisogna cominciare a interrogare la persona, chiederle che cosa è importante per lei e provare a cambiare quello che facciamo in quella direzione”.