Leone XIV: agli atleti olimpici e paralimpici, “nessuno vince da solo”, “il vero successo non si misura dall’ammontare dei premi”

“Il vostro affiatamento ci ricorda che nessuno vince da solo, perché dietro ogni vittoria tanti sono coinvolti, dalla famiglia alle squadre, oltre a molti giorni di allenamento, di pressione e di solitudine”. Lo ha detto il Papa, ricevendo in udienza atleti dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026. Secondo Leone XIV, “lo sport concorre alla maturazione del nostro carattere, richiede una spiritualità salda ed è una forma feconda di educazione”: “Dallo sport si impara a conoscere il proprio corpo senza idolatrarlo, a governare le emozioni, a competere senza perdere il senso della fraternità, ad accogliere la sconfitta senza disperazione e la vittoria senza arroganza”. “Allenando la mente, insieme alle membra, lo sport è autentico quando resta umano, cioè quando rimane fedele alla sua prima vocazione: essere scuola di vita e di talento”, la tesi di Leone: “Una scuola nella quale si impara che il vero successo si misura dalla qualità delle relazioni: non dall’ammontare dei premi, ma dalla stima reciproca, dalla gioia condivisa nel gioco”.

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