Autismo: Franchini, “nella complessità alcuni obiettivi di vita desiderati potrebbero non essere pienamente attingibili”

(Foto SIR)

“Quando ragioniamo sulla complessità, sull’elevata intensità di sostegni, un percorso inevitabile potrebbe voler dire che alcune parole chiave – lavoro, opportunità, affettività, relazioni, inclusione, partecipazione — non sono pienamente attingibili”. È quanto ha osservato Roberto Franchini, educatore, pedagogista e moderatore del seminario “Il progetto di vita per le persone con autismo ad alti livelli di sostegno: un percorso inevitabile”, promosso oggi dal Servizio nazionale Cei per la pastorale delle persone con disabilità e dall’OssNA (Osservatorio nazionale autismo) presso la sede Cei a Roma. Franchini ha richiamato l’attenzione sull’aggettivo “inevitabile” nel titolo del seminario, sottolineando come nella valutazione multidimensionale prevista dal decreto legislativo 62 “tra gli obiettivi di vita desiderati e quelli definiti ci sia qualcosa di inevitabile”, legato alle condizioni di salute, al funzionamento e alle barriere esistenti. “Lì si entra in una complessità anche valutativa”, ha spiegato, invitando i partecipanti a “sintonizzarsi” con essa per affrontarla con rigore e profondità.

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