Ancona Capitale italiana della cultura 2028: mons. Spina (arcivescovo), “la cultura genera speranza”

(Foto diocesi Ancona)

“La notizia che Ancona è stata proclamata Capitale della cultura 2028 ha suscitato in me grande gioia e sincera gratitudine. È motivo di orgoglio e di speranza”. Così mons. Angelo Spina, arcivescovo di Ancona-Osimo, esprime il suo compiacimento per il riconoscimento, evidenziando come la città “è davvero una grande città per storia, cultura e vocazione, è la porta d’Oriente e la via della pace, e questo riconoscimento lo conferma con forza”. L’arcivescovo sottolinea il sostegno convinto della diocesi al percorso di candidatura, maturato nella consapevolezza che “la cultura non è solo un patrimonio da custodire, ma una realtà viva, capace di generare futuro”. Il risultato, osserva, è il frutto di un lavoro condiviso tra istituzioni, enti, associazioni e realtà del territorio che “hanno saputo camminare insieme”, elemento che rappresenta uno degli aspetti più significativi della vittoria. Mons. Spina richiama quindi la ricchezza del patrimonio culturale cittadino, nel quale “quello religioso occupa un posto centrale: chiese, luoghi della fede, opere d’arte che raccontano una storia millenaria e continuano ancora oggi a parlare all’uomo contemporaneo”, citando anche la presenza dei Musei diocesani e dei numerosi luoghi che testimoniano una fede “antica e nuova, profondamente radicata”. Lo sguardo si allarga poi all’intera regione Marche: “Questo riconoscimento apre prospettive future non solo per Ancona, ma per l’intera regione Marche”, configurandosi come un’occasione concreta per valorizzare il territorio, rafforzare l’identità e promuovere uno sviluppo che metta al centro la persona. Un pensiero particolare è rivolto ai giovani, “protagonisti di questo progetto”, che la Chiesa locale accompagna anche attraverso esperienze come “Casa Nazareth”, segno di un impegno educativo e pastorale volto a renderli protagonisti responsabili. Infine, l’invito a non considerare il traguardo come definitivo: “Questa tappa non è un punto di arrivo, ma un inizio. Ora siamo chiamati a continuare insieme, con responsabilità e visione, perché questo riconoscimento porti frutti duraturi per tutta la comunità”.

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