Il 70% degli europei vuole che l’Ue risponda ai dazi statunitensi con contromisure. Il 44% ha già ridotto o interrotto l’acquisto di prodotti americani. Il 51% ritiene che rafforzare i legami commerciali con Giappone e Corea del Sud dovrebbe essere una priorità assoluta per l’Ue. Il 37% pensa che dovrebbe esserlo la Cina. L’80% vuole che l’Ue investa nella propria tecnologia per ridurre le dipendenze strategiche. Il 72% sostiene Danimarca e Groenlandia, anche a costo di un sacrificio economico. Sono alcuni dati che emergono da un sondaggio di Euroconsumers, organizzazione europea per la tutela dei consumatori, basato su interviste a quasi 10.000 persone in dieci Paesi europei (Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Italia, Polonia, Portogallo e Spagna). Gli articolati risultati del sondaggio sono raccontanti con puntualità in una pubblicazione intitolata “I consumatori come attori geopolitici: cosa si aspettano gli europei dall’Ue in un mondo in rapida evoluzione”. Quattro i macro temi che si affrontano: il rapporto con l’America di Trump, il commercio, il mercato unico europeo, l’Ue nel contesto mondiale. L’obiettivo di fondo è dare voce ai consumatori in un momento così delicato e complesso, dal momento che “troppo spesso, i dibattiti geopolitici si concentrano su governi, istituzioni o imprese, trascurando una delle maggiori risorse dell’Europa: i suoi 450 milioni di consumatori”.