Perù: vescovi, “valutare integrità morale e traiettoria etica” di candidati e proposte. Card. Castillo, “non esistono candidati della Chiesa”

“Esortiamo affinché il processo elettorale sia vissuto come un momento di discernimento etico e responsabilità civica. Più che una semplice contesa politica, le elezioni devono essere un’opportunità per riflettere sul Paese che vogliamo costruire e sulla convivenza democratica che desideriamo promuovere. Da qui nasce la necessità che il voto sia informato, consapevole e responsabile”. Lo scrive, in un lungo e articolato messaggio alla Nazione, la Conferenza episcopale peruviana, a meno di un mese dalle elezioni presidenziali e parlamentari. “Ci preoccupa la profonda frammentazione sociale che attraversa il nostro Paese – scrivono i vescovi –. La polarizzazione politica, la sfiducia verso le istituzioni, l’uso del potere per interessi particolari, l’instabilità politica che ostacola lo sviluppo di politiche serie, i divari sociali sempre maggiori e l’indebolimento del tessuto comunitario generano un clima di scontro”.
In effetti, “la nostra storia recente ha lasciato ferite profonde segnate dalla violenza, dalla corruzione e dalla perdita di fiducia nella politica e nei politici. Queste ferite continuano ad alimentare il disincanto dei cittadini, aumentano la povertà e l’emarginazione della popolazione ed erodono la credibilità delle istituzioni”. Riferendosi, più in dettaglio, al contesto elettorale, i vescovi invitano “i cittadini a valutare se l’integrità morale, la traiettoria etica e le proposte di coloro che aspirano a governare il Paese siano veramente orientate al bene comune”. Una democrazia autentica “esige il rispetto dello Stato di Diritto, delle istituzioni e della partecipazione cittadina. In questa stessa prospettiva, è importante valorizzare l’impegno dei candidati con la difesa della dignità umana, la protezione dei diritti delle persone, la sicurezza dei cittadini, l’inclusione sociale e il rispetto della diversità culturale del nostro Paese”.
Sempre riguardo alle elezioni, parole nette sono arrivate, ieri, durante la messa domenicale, dal card. Carlos Castillo, arcivescovo di Lima e primate del Perù: “Non esiste un candidato della Chiesa”, e tanto meno un “candidato di Dio”. Di fronte al tentativo di strumentalizzare la religione a fini politici, l’arcivescovo di Lima ha esortato a superare questo tipo di miopia che ci priva della possibilità di “guardare al futuro di questo povero Paese che sta cadendo a pezzi”.

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