“Una battaglia dopo l’altra” alla fine l’ha spuntata sull’agguerrito “I peccatori. Sinners”. Nella notte degli Oscar, la cerimonia dei 98mi Academy Awards a Los Angeles, il film di Paul Thomas Anderson targato Warner Bros ha conquistato sei statuette pesanti, su 13 candidature: miglior film, regia e sceneggiatura non originale allo stesso Anderson, ma anche attore non protagonista a Sean Penn, al suo terzo Oscar, assente alla cerimonia in un gesto di probabile protesta, montaggio ad Andy Jurgensen e il nuovo riconoscimento per il casting andato a Cassandra Kulukundis. Al grande favorito “I peccatori. Sinners” di Ryan Coogler, sempre Warner Bros, sono andate quattro statuette: attore protagonista a Michael B. Jordan, sceneggiatura originale allo stesso Coogler, fotografia di Autumn Durald Arkapaw e colonna sonora firmata da Ludwig Göransson, che raggiunge il terzo Oscar in carriera, dopo “Black Panther” nel 2019 e “Oppenheimer” nel 2024. L’opera di Coogler, thriller horror di respiro storico-sociale ambientato negli Stati Uniti degli anni ’30, tra discriminazione razziale, blues e violenze del Ku Klux Klan, è entrata nella storia per il record di 16 candidature e ha messo a segno una serie di statuette che lascia un segno importante. L’altro titolo forte era “Hamnet” di Chloé Zhao, con 8 candidature. Ne vince una, ma la più prestigiosa: attrice protagonista a Jessie Buckley, che, commossa, ha dichiarato: “Nel Regno Unito oggi è la festa della mamma e dedico questo film allo splendido caos che è il cuore di una madre”. Attrice non protagonista, a sorpresa, Amy Madigan per “Weapons”.
