Un accorato invito alla preghiera, è contenuto nella dichiarazione sulla guerra in Iran che il vescovo di Clifton, Bosco MacDonald, ha indirizzato ai fedeli. La sua attenzione è rivolta ai bambini, ai malati, agli anziani, ai rifugiati e a tutti coloro che non hanno un posto sicuro dove andare, in Iran e in tutta la regione. La sua preoccupazione è per le famiglie sfollate e i vulnerabili, che “ancora una volta, portano il peso più pesante”. La guerra che coinvolge l’Iran è “motivo di grave dolore e allarme”, le sue conseguenze imprevedibili, il costo “pagato in prima persona dalla gente comune”. Chiede preghiere anche per coloro che prestano servizio nelle forze armate britanniche, per coloro che lavorano per gli aiuti umanitari, per i diplomatici e i leader politici, “affinché scelgano il duro lavoro del dialogo piuttosto che la terribile facilità dell’escalation”. E ricorda l’insegnamento cattolico sulla guerra: “Non finge che il mondo sia semplice, ma insiste sulla protezione degli innocenti e su confini morali che non possono essere oltrepassati, nemmeno in tempi di paura e rabbia”. A prescindere dalle tensioni tra i governi, “i civili non devono mai essere trattati come strumenti, né costretti a subire la punizione per decisioni che non hanno preso”. L’auspicio è che “i leader abbiano il coraggio di fare un passo indietro dall’escalation, i negoziatori trovino una via che non umili e il fragore delle armi ceda il passo al paziente lavoro del dialogo, la pace, una volta perduta, possa essere ritrovata”. L’invito alle parrocchie è di includere in ogni messa un’intenzione per l’Iran e per tutti coloro che sono coinvolti in questa guerra, e a tutti di dedicare un semplice atto di preghiera per la pace.