Quaresima: card. Battaglia (Napoli), “non cedere alla rassegnazione, elemosina non è gesto di superiorità ma di fraternità”

“Non possiamo ignorare le ferite della storia: le guerre che insanguinano la terra, le ingiustizie che calpestano i poveri, le solitudini che consumano le case. Ma non possiamo neppure cedere alla rassegnazione. Sotto la cenere c’è un fuoco”. È quanto si legge nella lettera quaresimale del card. Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, alla comunità diocesana. “Dalle macerie può nascere una casa nuova. Le lacrime possono fecondare i germogli di una gioia più vera”, prosegue il porporato, per il quale “la nostra umanità, mendicante di amore, attende testimoni credibili, uomini e donne che, pur consapevoli della propria fragilità, scelgano di non spegnere la speranza”. “Digiunare non è mortificarsi, ma liberarsi. È scegliere di non essere schiavi di ciò che passa, per essere più disponibili a ciò che resta. È fare spazio, dentro e fuori, perché Dio possa parlare e perché il fratello possa trovare posto nella nostra vita”, scrive il cardinale. “L’elemosina non è un gesto di superiorità, ma un atto di fraternità. È riconoscere che tutto è grazia e che nulla deve diventare idolo, neppure le nostre sicurezze”, aggiunge. “La preghiera ci riporta alla sorgente, ci ricorda che non siamo noi a salvare il mondo, ma che possiamo collaborare con un Dio che salva”, conclude.

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