(Strasburgo) “Quattro anni fa mi sono recata, da europea, in qualità di ministro degli esteri tedesco, a New York chiedendo all’Onu di difendere la pace in Europa. Oggi, in qualità di presidente dell’Assemblea generale, vengo in Europa per chiedere all’Europa di difendere l’Onu”. La presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Annalena Baerbock, intervenendo a Strasburgo, ha più volte sottolineato che il multilateralismo è in crisi e sotto attacco, che sta prevalendo la “legge del più forte”, che l’Onu andrebbe difeso “perché il mondo ha bisogno dell’Onu, e i suoi principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite hanno bisogno del mondo”. L’Onu, secondo la relatrice, “ha bisogno di voi, dell’Unione europea, per difendere la verità, poiché viviamo in un mondo in cui fake news, falsità, disinformazione e informazioni errate sono ovunque. […] Abbiamo imparato a nostre spese che non si tratta solo di una svista dovuta all’ignoranza, ma di un tentativo deliberato di usare la disinformazione e le informazioni errate come strumenti di potere politico”. Le risposte “tiepide” dinanzi a queste minacce “non sono una strategia vincente”. “Ma abbiamo anche visto, come di recente con la Groenlandia, che se ci si batte per la verità – con fermezza, immediatezza e collettività – i risultati sono positivi. La responsabilità è nostra. Difendere la verità significa contrastare l’incitamento all’odio e la disinformazione… E difendere la verità significa rendersi conto che se il 95% dei deepfake online sono immagini pornografiche non consensuali, e il 99% delle quali prende di mira le donne, questa non è una coincidenza, ma un processo profondamente sistematico. Difendere la verità non è uno sport per spettatori. Non siamo spettatori che si possono permettere il lusso di restare in disparte mentre l’ingiustizia si consuma… Il silenzio è una scelta. L’inazione è una scelta”.