Particolarmente commuovente è la storia di un soldato della regione di Leopoli, che era considerato disperso e caduto in guerra in direzione di Kupyansk già nel settembre 2022. Il Sig. Nasarii era considerato morto nel giorno del suo compleanno: era stato fatto un test di identificazione con il Dna e organizzato persino il suo funerale. Tuttavia, contro ogni probabilità, egli è tornato vivo dalla prigionia da sua madre, da sua moglie e la sua famiglia. A raccontare questo fatto straordinario è l’arcivescovo maggiore degli ucraini greco-cattolici, S.B. Sviatoslav Shevchuk, nei video messaggio registrato ieri nella 208ª settimana di guerra su vasta scala. “Questo evento è la testimonianza del fatto – ha detto – che, anche in situazioni disperate, la speranza non svanisce. Ringraziamo il Signore Dio per aver salvato la vita al nostro difensore e ci rallegriamo che, egli oggi può essere la dimostrazione che anche in situazioni senza speranza — la speranza esiste”. Lo scambio di prigionieri di guerra, che c’è stato la scorsa settimana e in seguito al quale sono tornati a casa 157 soldati ucraini, è stato uno dei “luminosi momenti della speranza divina in mezzo al rigido inverno della guerra”.
Nel videomessaggio, Shevchuk parla anche della 102ª sessione del Sinodo dei vescovi dell’Ucraina che si è tenuta a Leopoli con al centro dei lavori “La catechesi in condizioni di guerra”. “Abbiamo sentito che, nelle drammatiche condizioni del presente, in realtà, cresce la sete di Dio, della Sacra Scrittura e della verità dell’insegnamento della Chiesa”. “La ricerca di risposte alle più profonde domande esistenziali spinge numerosi ucraini a uno studio e comprensione più profondi dell’insegnamento della Chiesa e della Sacra Scrittura. Auspichiamo che la nostra Chiesa compia la sua missione come madre e come insegnante, garantendo anche in condizioni di guerra, un’adeguata cura catechistica ai suoi figli, ai giovani e alle persone di ogni età”.
Il video messaggio si conclude con un appello a sostenere “Zhyve Tv” — “la rete informativa ufficiale della nostra Chiesa, che ci aiuta a rimanere un unico popolo di Dio unito, anche se disperso in tutta l’Ucraina e nel mondo”.