Modena Capitale italana del Volontariato: mons. Castellucci (Modena), “contrastare l’impressione che vinca l’indifferenza”

La prima “nemica della pace è la menzogna, che si coltiva diffondendo luoghi comuni, pregiudizi e calunnie”. Lo ha detto questa mattina l’arcivescovo di Modena-Nonatola, mons. Erio Castellucci durante la celebrazione per la festa di san Geminiano. Prima di fare qualcosa per cambiare la realtà, Gesù “si lascia interpellare dalla realtà”, sottolinea l’arcivescovo aggiungendo che “le fatiche delle folle sono trattate, talvolta anche ai massimi livelli, con freddezza e distacco, con calcoli numerici di convenienza elettorale, persino con apatia”: “grazie a Dio però sono molti, nelle nostre comunità civili e religiose, quelli che nel silenzio si lasciano raggiungere dalle povertà materiali, morali e spirituali, e reagiscono all’indifferenza e al disprezzo con generosità e dedizione. Non è un caso che Modena sia stata scelta quest’anno come Capitale italiana del Volontariato” una rete che conta non meno di 70.000 persone, organizzate in oltre 1.700 associazioni. Questa “fittissima rete di bene deve fare cultura, trovare vie più efficaci di comunicazione, per contrastare l’impressione che vinca l’indifferenza”, ha evidenziati mons. Castellucci: “c’è un bene, nascosto e radicato, che tiene in piedi la nostra convivenza civile”.  Per il presule al male si “reagisce con l’organizzazione del bene”. “Non esistono – ha concluso – certo, istituzioni e organizzazioni perfette sulla terra. Ma attaccare, irridere e delegittimare le istituzioni, locali, nazionali e sovranazionali, come pur talvolta avviene anche a livello geopolitico, significa colpire al cuore gli strumenti della convivenza civile e nuocere alla causa della pace”. Sull’esempio di san Geminiano mons. Castellucci invita a pregare a “vincere l’indifferenza, l’impotenza e l’arroganza, e giocare la partita della compassione e dell’organizzazione del bene”.

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