Tribunali ecclesiastici: Acireale, ieri inaugurato l’anno giudiziario del Teie alla presenza dei vescovi raspanti e Peri

(Foto diocesi di Acireale)

Nei locali del Centro Studi “Gerlando Maria Genuardi”, a Santa Maria Ammalati di Acireale, giovedì 29 gennaio si è svolta l’inaugurazione del nuovo anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico interdiocesano etneo (Teie), che opera al servizio delle diocesi di Acireale, Caltagirone e dell’arcidiocesi di Catania.
L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione sul valore del diritto canonico nella vita della Chiesa, con particolare riferimento ai procedimenti di nullità del matrimonio, evidenziando il ruolo del Tribunale come servizio alla verità, alla giustizia e alla persona.
A portare i saluti iniziali sono stati i vescovi moderatori del Tribunale della provincia ecclesiastica di Catania: mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, e mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone. Assente per sopraggiunti impegni istituzionali mons. Luigi Renna, arcivescovo metropolita di Catania.
Mons. Raspanti ha sottolineato come “il Tribunale ecclesiastico sia un luogo in cui la Chiesa esercita il ministero della giustizia, quale servizio alla verità e alla dignità delle persone, nell’orizzonte della misericordia”.
Mons. Peri ha ricordato anche come “il Tribunale rappresenti un segno concreto della vicinanza della Chiesa alle famiglie, chiamata a custodire il valore del matrimonio e a sostenere chi vive situazioni di fragilità”.
Il vicario giudiziale mons. Antonino Legname ha, quindi, presentato la relazione sull’attività giudiziaria dell’anno 2025, illustrando il lavoro svolto dal Tribunale e sottolineando come “l’impegno crescente sia orientato a garantire procedure sempre più attente alla persona, coniugando il rigore del diritto canonico con una profonda sensibilità pastorale”.
Momento centrale della giornata è stata la prolusione dell’arcivescovo e giurista spagnolo mons. Alejandro Arellano Cedillo, decano del Tribunale della Rota Romana, che è intervenuto su un tema di particolare rilievo: “Gli effetti che può generare la mancanza di fede nella simulazione del consenso ai fini della nullità del matrimonio”.
Nel suo contributo, il decano ha richiamato la centralità del consenso dei nubendi quale fondamento della validità del matrimonio, sottolineando il ruolo imprescindibile della libertà e della consapevolezza nella scelta matrimoniale.
Nel corso dell’incontro è emerso con chiarezza come il Tribunale ecclesiastico sia posto al servizio delle persone e della vita delle famiglie, con particolare attenzione alle storie concrete di quanti si rivolgono alla giustizia canonica, in un fecondo equilibrio tra verità giuridica e accompagnamento pastorale.

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