Una croce realizzata con 15 legni provenienti da diverse parti del mondo e, alla base, incise le parole “Faith, Hope, Love”, “Fede, Speranza, Amore”. È la Croce degli sportivi che, dai giochi di Londra 2012, Athletica Vaticana, l’associazione polisportiva della Santa Sede, porta in ogni città che ospita le Olimpiadi e Paralimpiadi e che è giunta, quindi, anche a Milano. Accolta nella basilica che sarà il punto di riferimento religioso messo a disposizione dalla diocesi di Milano per atleti, turisti che giungeranno in città e tutti coloro che, a diverso titolo, parteciperanno a Milano-Cortina 2026. La Croce è stata posta in altare maggiore, dopo una breve processione per le vie, all’avvio della messa solenne presieduta in “San Babila” dall’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini. La chiesa affollatissima, i colori delle maglie delle società sportive, dei diversi oratori e tanti ragazzi hanno fatto da corona alla celebrazione vissuta con uno spirito di grande partecipazione, di attesa e di gioia. Come si è reso evidente in alcuni gesti compiuti durante la messa come la lettura corale della preghiera scritta da Delpini per i giochi e nelle promesse pronunciate davanti alla Croce degli sportivi da 3 giovani atleti secondo le tre parole – “Eccellenza, Amicizia, Rispetto” – che hanno, negli ultimi anni dato il titolo ad altrettante lettere indirizzate dallo stesso arcivescovo al mondo dello sport.
Insomma, un momento di riflessione, ascolto e preghiera che ha dato avvio con solennità, ma anche semplicità, come era negli auspici, alle molte iniziative per il periodo olimpico promosse dalla Chiesa ambrosiana, attraverso la Fondazione degli oratori milanesi, con il titolo “For Each Other – L’uno per l’altro”. Che già dice lo spirito che anima l’intera proposta quasi sintetizzata dal momento conviviale che, al termine della celebrazione, ha visto tutti – vescovi, sacerdoti, sportivi e ragazzini degli oratori – riuniti in piazza San Babila per una cena a base di panini con le tipiche “michette” e salame, naturalmente, “Milano”.