Con la messa di accoglienza della Croce degli sportivi, presieduta dall’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, nella centralissima basilica di San Babila, hanno preso ufficialmente il via gli eventi che la diocesi ambrosiana propone per l’intero periodo dei giochi, con il titolo complessivo “For Each Other-L’uno per l’altro”. Nella chiesa gremita di atleti, rappresentanti delle società sportive di base e di vertice, di ragazzi degli oratori e delle autorità – tra cui la vicesindaco del capoluogo lombardo Anna Scavuzzo – il richiamo è a vivere il tempo di Milano-Cortina 2026 come “una scuola di vita”, per usare un’espressione di monsignor Delpini, che ha composto anche una preghiera per l’occasione e indicato nella croce “l’apertura per andare oltre e accogliere il mistero, incoraggiando le domande, lo sguardo, l’attenzione”. Accanto a lui una ventina di concelebranti, 4 vescovi, tra cui monsignor Paul Tighe, segretario del Dicastero vaticano per la cultura e l’educazione, che ha ringraziato la Chiesa di Milano, “dell’enorme sforzo che avete creato per camminare insieme con gli sportivi. Questo è un grande evento di territorio. Una seconda parola che voglio dirvi – ha proseguito Tighe – è la vicinanza di una Chiesa che vuole camminare con il popolo creando eventi di cultura e di speranza. Insieme possiamo imparare ad apprezzare i valori che abbiamo in comune. Terza parola è l’inclusione perché tutti parleranno insieme il linguaggio dello sport che è universale. Quarta, è la vittoria della croce che pare simbolo di sconfitta e di morte che apre, però, alla pienezza dell’amore e della vita. Così possiamo essere vincitori attraverso momenti di pace per tutti”. “Siate benedetti da Dio, siate benedizione per quelli che vi incontrano, per coloro che vengono a Milano in questi giorni, per tutti quelli che hanno bisogno di un aiuto, di una parola, di una speranza: siate benedizione per la città”, ha infine augurato monsignor Delpini rivolgendosi a tutti presenti.