Dopo un lungo silenzio durato cinque anni, la città di Aversa si appresta a riabbracciare una delle sue tradizioni più sentite. Martedì 3 febbraio, il tempio benedettino di San Biagio tornerà a essere il cuore pulsante della devozione cittadina in occasione della festa del santo titolare.
La celebrazione di quest’anno assume un valore simbolico straordinario: segna infatti il pieno ritorno al culto della monumentale chiesa di San Biagio dopo la riapertura del 21 marzo 2025. L’edificio, rimasto inagibile per un quinquennio, è stato restituito alla comunità grazie a un complesso lavoro di consolidamento e restauro. L’intervento è stato reso possibile dalla sinergia tra l’Ufficio diocesano per i Beni culturali, il Ministero dell’Interno (Fondo Edifici di culto) e la Soprintendenza (Sabap) per le province di Caserta e Benevento.
La venerazione per San Biagio, medico e martire di Sebaste, è radicata ad Aversa sin dalla nascita della Contea Normanna. Il “Cartario di San Biagio” documenta la presenza del cenobio già nel 1043, ma le sue origini risalgono alla principessa longobarda Aloara e alla normanna Riccarda. Nonostante le confische ottocentesche, le monache Benedettine non hanno mai abbandonato il monastero, custodi instancabili di un patrimonio di fede, carità e arte che ha attraversato i secoli.
Il 3 febbraio, la giornata sarà scandita da diverse celebrazioni liturgiche per permettere ai fedeli di accostarsi al rito della benedizione: alle ore 8 la messa conventuale in canto gregoriano; alle ore 10 e 11,30 sante messe; alle ore 17 solenne concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa. La liturgia sarà animata dalla Cappella musicale lauretana del duomo, diretta dal maestro, d. Massimo Ponticelli; alle ore 19 la santa messa conclusiva con il tradizionale bacio dellareliquia del santo.
“Con l’aiuto orante della nostra comunità – dichiara madre Maria Consolata Ammutinato, badessa del Monastero – invitiamo tutti i fedeli devoti di San Biagio a vivere questo tempo di grazia nella pace e nella fraternità”.