“Nelle varie epoche san Francesco è stato utilizzato, ma ha anche ispirato, perché poi san Francesco è davvero l’immagine più umana di Cristo, l’immagine di Cristo che lui rifletteva; non ha fatto solo il presepe, ma lui stesso è stato l’immagine di Cristo”. Con queste parole il card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, è intervenuto oggi pomeriggio a Roma, nella Sala Igea dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana, alla presentazione del volume “Pensare Francesco. Storia, memoria e uso politico” (Il Mulino). Un libro che, ha sottolineato il card. Zuppi, “va al di là del celebrativo ma è studio e memoria”, frutto di “un insieme eterogeneo e diverso che offre riflessioni, letture e interpretazioni” e che propone “un metodo che dobbiamo moltiplicare perché aiuta tutti”. Il cardinale ha richiamato la necessità di uno sguardo storico per comprendere la figura del santo: “Senza lo sforzo di entrare nella storia non si capirebbe la straordinarietà, la radicalità di Francesco”. Da qui l’avvertimento contro ogni riduzione: “Qualche volta abbiamo fatto fare e dire di tutto a questo povero Francesco e, alla fine, si capisce che non si può ridurre a qualcosa di strumentale, perché non è un’icona rassicurante ma una complessità, un poliedro”. Nel suo intervento Zuppi ha ricordato come Francesco continui a ispirare percorsi di pace, richiamando l’incontro di Giovanni Paolo II ad Assisi e ribadendo che il santo resta “una figura che aiuta i cristiani a essere laici e i laici a essere cristiani”, con umiltà e povertà come cardini. Alla presentazione, moderata da Vania De Luca, erano presenti i curatori Valerio De Cesaris, Daniele Menozzi, Andrea Possieri e Adriano Roccucci. Carlo Ossola, presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana, nel suo intervento ha richiamato la vastissima produzione editoriale su Francesco e il suo attraversare epoche e linguaggi diversi. Gaetano Lettieri (Sapienza) ha definito il volume “prezioso” perché interroga la natura del cristianesimo e la secolarizzazione, restituendo un “caleidoscopio” di interpretazioni storiche del santo. Maurizio Ridolfi (Tuscia) ha infine evidenziato l’esistenza di “un Francesco dentro il calendario civile della Repubblica”, capace di parlare non solo alla Chiesa ma anche a chi ne è fuori, come figura di incontro e confronto.