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Regno Unito: al Sinodo anglicano il crescente divario tra ricchi e poveri. In agenda anche le unioni omosessuali

Sarà la povertà uno dei temi principali in agenda del Sinodo generale, l’organo che guida la Chiesa d’Inghilterra, riunito a “Church House”, nel centro di Londra, dal 9 al 13 febbraio. Le tre camere formate dai vescovi, dai pastori e dai laici della Chiesa anglicana, che compongono il Sinodo, celebreranno i 40 anni del rapporto “Faith in the City”, “Fede nella città”, commissionato, nel 1985, dall’allora arcivescovo Robert Runcie, che denunciò le condizioni di grave disuguaglianza di molte città britanniche, risultato delle dure politiche di taglio dei sussidi dell’era thatcheriana. Il Sinodo parlerà del crescente divario tra ricchi e poveri e farà il punto sul lavoro svolto da parrocchie e associazioni per combattere questa piaga sociale. All’ordine del giorno vi sarà anche la decisione, presa dai vescovi qualche settimana fa, di interrompere, per il momento, il processo che aveva portato a cerimonie per celebrare coppie omosessuali stabili e di non modificare le regole che impediscono, in questo momento, ai pastori omosessuali di partecipare ai matrimoni gay, legalizzati, nel Regno Unito, nel 2014. Al Sinodo parlerà, per la prima volta, martedì 10 febbraio, la neoarcivescova di Canterbury e primate anglicana Sarah Mullally, la prima donna a guidare la Chiesa di Inghilterra e la comunione anglicana, composta di 95 milioni di fedeli in 165 Paesi. Sarah Mullally comincerà il proprio incarico mercoledì 28 gennaio, con una cerimonia nella cattedrale londinese di Saint Paul, alla quale seguirà, poi, l’intronizzazione ufficiale nella cattedrale di Canterbury il 25 marzo.

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