Famiglia nel bosco: Cantelmi, “rilievi ordinanza sembrano soddisfatti, c’è volontà di trovare un equilibrio”. “Perizia richiede tempo ma non si prolunghi il dolore”

Slitterà probabilmente a fine gennaio l’avvio – previsto inizialmente per il 23 – della perizia psicologica disposta dal Tribunale dei minorenni de L’Aquila su Nathan e Catherine Travaillon, genitori della cosiddetta “famiglia nel bosco”. In questa intervista al Sir Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta specializzato in neurosviluppo, docente alla Pontificia Università Gregoriana, consulente di parte della difesa della coppia, osserva che “purtroppo gli accertamenti tecnici richiedono tempo. Sono previsti 120 giorni per consegnarla”, tempi che “non si accordano con i bisogni dei bimbi”, e fa suo l’appello del Garante nazionale per l’infanzia Marina Terragni perché “il tempo del dolore non si prolunghi”.
La famiglia, spiega Cantelmi, “ha accettato di migliorare l’istruzione parentale dei figli, completare i cicli vaccinali, favorire la socializzazione dei bimbi. E’ disponibile una casa adeguata e confortevole. Tutti i rilievi fatti nell’ordinanza di prelievo dei bimbi sembrano soddisfatti. Quattro specialisti di un’associazione scientifica indipendente hanno inoltre consegnato una consulenza che dimostra la validità dello stile di vita neo-rurale: no allo spreco, al lusso, al “dio denaro”; sì alla natura, alla sobrietà, all’essenzialità. Infine, la coppia genitoriale è unita e non conflittuale e le relazioni genitori-figli sono affettuose e significative”. Gli ostacoli ad una riunificazione sembrano quindi superati ma “rimane la perizia, senza la quale dubito si abbia il coraggio di cambiare. Però – conclude lo psichiatra – siamo ad una svolta: mi sembra di percepire che tutti gli attori convolti vogliano sinceramente trovare il giusto equilibrio. Sono certo che alla fine prevarrà il buon senso. E il dolore di oggi potrà essere cancellato”.

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