Diocesi: Noto, l’ultimo saluto al vescovo emerito mons. Malandrino

La diocesi di Noto ha salutato con commozione ieri mons. Giuseppe Malandrino, vescovo emerito che ha guidato la Chiesa netina dal 1998 al 2007. Dopo le esequie celebrate ad Acireale il 5 agosto, la sua salma è giunta a Noto, dove è stata accolta nella cattedrale gremita di fedeli, sacerdoti, autorità civili e militari. A presiedere i funerali, il vescovo mons. Salvatore Rumeo, insieme al card. Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo, mons. Rosario Gisana vescovo di Piazza Armerina, mons. Angelo Giurdanella vescovo di Mazara del Vallo, mons. Davide Carbonaro arcivescovo di Potenza, mons. Giuseppe La Placa vescovo di Ragusa e mons. Giorgio Demetrio Gallaro eparca emerito di Piana degli Albanesi. “Entrare nella sua vita di sacerdote e vescovo – ha detto mons. Rumeo nell’omelia – significa contemplare il mistero di Dio che chiama a una missione senza confini”. Ricordato come “uomo in cammino” e fedele interprete del Concilio Vaticano II, mons. Malandrino ha amato la sua Chiesa con spirito evangelico, incoraggiando la corresponsabilità dei laici, accompagnando con cura i sacerdoti e promuovendo una presenza viva tra i poveri e nella società. “Sognava i laici attivi, intelligenti, collaborativi in forza del Battesimo”, ha ricordato ancora mons. Rumeo, rievocando la Missione popolare del 2000 e l’attenzione verso i giovani, con l’istituzione della Giornata diocesana a loro dedicata. È stato sepolto nella cappella del Sacro Cuore della cattedrale, da lui riaperta nel 2007. “Grazie, fratello Giuseppe – ha concluso il vescovo – per la forza e l’amore con cui hai servito questa Chiesa. Ti sei speso senza riserve, perché dalle macerie rinascesse la comunità delle pietre vive”. Durante la celebrazione è stata data lettura dei messaggi di cordoglio giunti da Papa Leone XIV con un telegramma a firma del card. Pietro Parolin, della Cei a firma del card. Matteo Zuppi e di mons. Giuseppe Baturi, e dalla diocesi gemella di Butembo-Beni, in Congo, a firma del vescovo, mons. Melchisedech Sikuli Paluku.

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