Messico: Giornata vittime di scomparse forzate, proposte 4 azioni concrete a tutte le comunità cristiane

La Chiesa del Messico chiede a tutte le comunità cristiane del Paese di manifestare la propria accoglienza e vicinanza verso le famiglie e in particolare le madri che cercano i propri familiari scomparsi, nel contesto della violenza strutturale che coinvolge vaste zone del Paese.
In vista della Giornata internazionale delle vittime di scomparse forzate del 30 agosto, il Dialogo nazionale per la pace, cioè l’ambito operativo che raggruppa le diverse espressioni della Chiesa messicana, a partire dall’episcopato, scrive in una nota: “Vogliamo fare nostre le loro cause, accompagnare solidalmente le loro famiglie e aprire le nostre chiese per accoglierle, come un segno concreto di speranza e del nostro impegno con la costruzione della pace”.
L’appello, a parrocchie, associazioni, comunità religiose, è a unirsi a quattro azioni concrete: accogliere le famiglie cercatrici nelle celebrazioni religiose settimanali, in modo tale che trovino consolazione e ascolto empatico nei loro desideri di verità, giustizia e riparazione; facilitare le condizioni affinché le famiglie cercatrici possano collocare i cassette delle lettere della pace nelle installazioni delle chiese in modo tale che si possa inviare loro un messaggio di speranza e vicinanza nei loro sforzi di accesso alla verità; permettere che nelle preghiere o invocazioni si possa usare la categoria delle persone scomparse, in modo tale che le famiglie sentano la comprensione e il sostegno di fronte al dolore che vivono; accompagnare le attività che le famiglie cercatrici hanno previsto per la giornata. Conclude la nota: “Recuperare la pace del nostro paese passa attraverso il guarire la ferita delle persone scomparse, curare come società i nostri giovani e ripensare gli accordi collettivi che rendono possibile vivere insieme”. Alla Giornata aderisce anche l’arcidiocesi di Città del Messico, attraverso una nota dell’arcivescovo, il cardinale Carlos Aguiar Retes: “Come discepoli di Gesù siamo chiamati a farci prossimi, ad accompagnare chi soffre e a collaborare, a partire dalle nostre possibilità, affinché trovi consolazione e speranza”, scrive il porporato, invitando le parrocchie ad aderire alle iniziative concrete proposte dal Dialogo nazionale per la pace.  In particolare, rispetto all’iniziativa delle cassette delle lettere, l’arcivescovo segnala che “questa esperienza si è svolta da tempo in alcune parrocchie della nostra arcidiocesi e in altre diocesi del paese, e ha dato frutti concreti permettendo di ottenere informazioni che difficilmente sarebbero giunte per altri mezzi, contribuendo alla ricerca di persone scomparse”.

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