Mediterraneo: ResQ e Tom, soccorse 28 persone nella prima missione congiunta

La prima missione congiunta di ResQ – People Saving People e Tom – Tutti gli Occhi sul Mediterraneo si conclude con un intervento di soccorso nel Mediterraneo centrale: 28 persone sono state soccorse in mare e portate in salvo a Lampedusa, porto sicuro assegnato per l’approdo. È questo il primo risultato concreto della collaborazione tra ResQ e Tom, avviata il 22 agosto con la partenza da Lampedusa della Nihayet Garganey VI, nell’ambito della missione che proseguirà fino al 31 agosto. A bordo, insieme all’equipaggio operativo di Tom, sono presenti due membri di ResQ: il responsabile delle attività in mare e un medico.
La missione rappresenta per ResQ un primo ritorno in mare, reso possibile dalla collaborazione con Tom dopo che il ciclone Harry ha gravemente danneggiato la ResQ People, costringendo l’organizzazione a interrompere le proprie missioni di ricerca e soccorso. Il soccorso di queste 28 persone dà così concretezza alla volontà comune delle due organizzazioni di mantenere una presenza civile nel Mediterraneo, attraverso attività di osservazione, documentazione, testimonianza e soccorso lungo una delle rotte migratorie più pericolose al mondo. Perché, davanti a una situazione di emergenza in mare, la priorità resta una sola: soccorrere le persone e portarle in salvo. “Questa missione a bordo della Garganey con i volontari di Tom è l’avvio di una alleanza che si trasforma anche in un’opportunità per ResQ di tornare in mare, là dove deve essere – ha dichiarato Giacomo Franceschini, Responsabile delle attività in mare di ResQ – People Saving People -. Più della metà delle persone soccorse in questa prima missione sono minori, dunque il mare, nonostante sia la frontiera più pericolosa al mondo, rappresenta ancora una speranza per giovani disperati in fuga da paesi come Somalia, Sudan, Sud Sudan e Eritrea dove ci sono guerre e tensioni sociopolitiche”.

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