“Possiamo parlare di più di 200 chiese e cattedrali colpite dal terremoto. Molte delle chiese emblematiche hanno dovuto essere demolite completamente. Alcune sono state distrutte totalmente, altre parzialmente, sia per tetti staccati, torri cadute o muri crepati in tutta la loro estensione”. Lo afferma l’arcivescovo di Bogotá e primate della Colombia, il cardinale Luis José Rueda, rispetto al terremoto dello scorso 10 agosto, in un’intervista al quotidiano “El nuevo siglo”. Il cardinale, reduce dalla visita ad alcune diocesi colpite, fa accenno alla situazione critica di diverse cattedrali, in particolare quelle di Buga, Buenaventura e Manizales. “La situazione ha portato a far sì che la celebrazione dell’eucaristia si sposti all’aperto. Il sisma ha cambiato le condizioni abituali della pastorale, ma i sacerdoti non hanno smesso di accompagnare le loro comunità. Si tratta ora di vivere una liturgia di strada, in cappelle provvisorie, in attesa del recupero dei luoghi sacri, compito che richiederà un bel po’ di tempo. La ricostruzione delle chiese sarà il segno di recupero dei quartieri e dei paesi colpiti dal terremoto”.
Il card. Rueda conferma che “non è stato segnalato il decesso di alcun sacerdote, ma sì momenti di molta tensione da parte loro, alcuni dei quali contano in questo momento con assistenza spirituale e psicologica a causa dell’impatto del terremoto e della sofferenza delle vittime. È urgente ‘curare’ i curatori spirituali delle comunità”. Per l’arcivescovo, il sisma ha acuito le condizioni di povertà già presenti nelle zone colpite, per esempio, a Buenaventura si è evidenziata l’urgenza di un acquedotto adeguato per tutta la popolazione. Le famiglie di queste regioni rispondono all’emergenza cercando di risolvere loro stesse i propri problemi, in attesa di aiuto statale, hanno la virtù dell’ospitalità, di alimentarsi con il sistema delle mense comunitarie affinché specialmente bambini e anziani non soffrano la fame. In questo compito solidale è necessario evidenziare la leadership delle donne, nei quartieri e nelle borgate”.