“Oggi abbiamo camminato insieme. Da Pietrelcina a Benevento, per ricordare l’ordinazione sacerdotale di san Pio da Pietrelcina, avvenuta proprio il 10 agosto 1910. Siamo stati accolti dal nostro arcivescovo mons. Michele Autoro, che ha celebrato per noi la santa messa proprio nel luogo dove Padre Pio è stato ordinato sacerdote. Come ogni anno, abbiamo offerto questo cammino per il dono di nuove vocazioni sacerdotali e religiose. E anche quest’anno eravamo in tanti, sempre di più”. Lo dice il parroco di Pietrelcina, p. Daniele Moffa, appena rientrato a Pietrelcina dopo il pellegrinaggio a piedi – partito questa mattina alle 5.15 dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli-Santuario diocesano dedicato a Padre Pio – e la messa nel Duomo di Benevento. “Il nostro desiderio – ha aggiunto – è che questo pellegrinaggio possa raggiungere sempre più persone e coinvolgere diverse realtà del nostro territorio. Padre Pio è un figlio di questa diocesi, di questa Chiesa, e da qui continua a benedire tutti noi”. Il 10 agosto 1910 è il giorno che Padre Pio ricorderà per tutta la vita. All’alba di quel giorno il giovane frate parte da Pietrelcina con la madre, Maria Giuseppa De Nunzio, e il parroco don Salvatore Pannullo sul calesse di Alessandro Mandato, diretto a Benevento. Nel Duomo, ad accoglierlo per l’ordinazione è mons. Paolo Schinosi, arcivescovo di Marcianopoli, che sostituisce il vescovo di Benevento, mons. Benedetto Bonazzi, assente dalla diocesi. Manca alla celebrazione il padre, Grazio Forgione, emigrato in America per sostenere la famiglia, ma felice di sapere che il figlio è diventato sacerdote: festeggerà l’evento oltreoceano con altri emigrati, orgoglioso del suo “monaco di messa”. Le testimonianze dell’epoca raccontano l’emozione del giovane fra’ Pio, tremante “come un filo d’erba sotto la carezza del vento”, mentre entra nel Duomo tra gli sguardi commossi dei presenti. La madre, già seduta tra i fedeli, ha gli occhi lucidi di gioia; il padre, lontano, lo benedice dalla terra d’America. Fra’ Pio si prostra a lungo davanti all’altare maggiore, prima di ricevere le vesti sacerdotali. Quattro giorni dopo celebrerà la sua prima Messa a Pietrelcina. Due anni dopo, ricordando quel giorno, scriverà a padre Agostino che la festa di San Lorenzo gli riporta “il gaudio di quel giorno sacro”, quando il suo cuore fu “più acceso di amore per Gesù”. Da allora la Messa diventerà il centro del suo sacerdozio, insieme alla confessione e alla guida spirituale delle anime. La sua celebrazione, lunga e intensa, sarà ricordata come “un mistero incomprensibile”, segno di un rapporto con Dio totale e ardente.