Un “disastro umanitario generato da ambizione e corruzione. Nulla di nuovo sotto il sole”. Così l’amministratore apostolico della diocesi cattolica di Ceuta e Cadiz, mons. Ramón Valdivia, descrive in una lunga lettera scritta ai suoi fedeli, quanto vissuto nella enclave di Ceuta il 30 luglio scorso a seguito dell’arrivo di migliaia di migranti. “È trascorsa più di una settimana dalla tragedia umana e istituzionale che la nostra Diocesi ha vissuto a Ceuta”, ammette subito il presule che per la prima volta prende parola. “Ho avuto bisogno di tempo per riflettere e comprendere appieno la portata di ciò che abbiamo sofferto e, al tempo stesso, cercare di afferrare, almeno dal mio punto di vista, le ripercussioni che vanno ben oltre quanto riportato dai media”.
Mons. Valdivia analizza così quanto è accaduto. “Da un lato del confine c’erano giovani senza futuro che si sono gettati nell’ignoto, spinti unicamente da slogan politici o promesse malintenzionate; adulti che hanno approfittato del mal governo per sfuggire alle loro responsabilità penali del proprio paese, forse grazie a qualche grazia premeditata architettata per l’occasione; bambini che, abbandonati dalle famiglie, sono diventati carne da macello per i predatori; e, dall’altro lato, persone che si sono sentite violate nel proprio spazio, famiglie che temevano che, al calar della notte o in pieno giorno, le loro case venissero invase e minacciate con richieste di cibo o di una ricarica per il cellulare; attività commerciali chiuse, paura negli occhi, incertezza sulla possibilità che potessero ritornare e, soprattutto, la rabbia generata dalla mancanza di quella protezione che chi è al potere dovrebbe garantire. Come potete immaginare, si trattava di un mix di emozioni che avrebbe potuto sfociare in un conflitto di più ampia portata, ma grazie alla compostezza degli abitanti di Ceuta, ciò non è accaduto”.
Nella lettera, l’amministratore apostolico ringrazia anche Papa Leone che, nel suo messaggio di domenica scorsa, ha chiarito di “portare Ceuta nel cuore, i sacerdoti, le parrocchie, i religiosi di Ceuta, i volontari di Casa San Antonio e della Caritas. Insieme abbiamo cercato di dare l’esempio di unità in mezzo a tanta tensione. È giusto esprimere oggi un messaggio di gratitudine a questa piccola comunità cristiana, affinché possa ricevere un forte incoraggiamento dal resto della Diocesi, così da mantenere viva la testimonianza della fede”.
Il vescovo invita tutta la diocesi ad organizzare la sera della vigilia dell’Assunzione di Maria una Veglia di Preghiera per la Pace, la Stabilità e la Giustizia a Ceuta in tutte le parrocchie della Diocesi. “Questi eventi – scrive – mi sembrano mostrare la profondità del cambiamento culturale che si sta generando, ed è per questo che, ora più che mai, dobbiamo alzare lo sguardo e pregare insieme il Padre Nostro, dicendo: Sia fatta la tua volontà, in terra come in cielo!”.
Parlando a “Alfa y Omega”, sito di informazione cattolica, l’amministratore apostolico ribadisce: “Dobbiamo ricordare che, in questi giorni in cui abbiamo assistito all’intrusione e al crollo della nostra vita quotidiana, la parte peggiore è stata sopportata da coloro che sono morti a causa di una tirannia che non rispetta la dignità umana”.