Educazione: Pellai (psicoterapeuta), “c’è una mutazione nel modo in cui si cresce e si diventa grandi”

(Torino) “C’è una mutazione nel modo in cui si cresce e si diventa grandi, c’è un cambiamento antropologico dell’adolescenza ”. Lo ha affermato Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, intervenendo oggi pomeriggio all’evento “Essere genitori oggi – Un confronto sui temi cruciali dell’educazione” alla XXXVIII edizione del Salone internazionale del Libro di Torino.
Pellai ha parlato della “sfida grande per noi genitori nel far compiere ai figli tappe di sviluppo molto simili a quelle che abbiamo vissuto ma che avvengono in un mondo che ha cambiato il modo in cui viene accolto il crescere”. Lo psicoterapeuta ha osservato che “il corpo è stato tolto dal tempo della crescita; non giocare più a ‘nascondino’ ma tanto con un videogioco vuol dire giocare senza corpo”. Un altro tema che emerge è la “sessualizzazione” sempre più precoce: un “tema rispetto al quale non possiamo come genitori rimanere in silenzio; si tratta di avere un’attenzione educativa importante nei confronti del corpo, degli affetti e della sessualità nel tempo della crescita”. Pellai ha parlato poi della “generazione sandwich”, quella composta da “genitori che per la prima volta devono crescere i figli e occupare di genitori anziani”. Diventano frequenti frasi come: “Metti il casco quando esci in bicicletta” verso i figli e “Prendi il bastone quando esci che sei già caduto/a due volte” verso i genitori. Qui si pone il tema dell’autonomia: “I preadolescenti non ce l’hanno e la rivendicano in modo maldestro mentre verso i genitori che ce l’avevano si deve agire per limitarla”. Rispetto al tema del “digitale nella vita dei nostri figli” Pellai ha ricordato il libro “Tutto troppo presto” del 2016. “La ‘Generazione Z’ – che racconta un cambiamento antropologico – dopo 10 anni di frequentazione del digitale è la generazione con i peggiori dati relativi alla salute mentale negli ultimi 50-60 anni”. Infine lo psicoterapeuta ha rilevato che “verso i figli adolescenti oggi il mantra” è “Esci da quella stanza”, dopo anni di “Questa casa non è un albergo”.
Barbara Tamborini, coautrice con Pellai del libro “Esci da quella stanza. Come e perché riportare i nostri figli nel mondo” (Mondadori), ha osservato come per i genitori “le sfide siano mutevoli; quando sembra di aver capito una cosa dopo un paio di mesi serve rimettersi in gioco per creare un canale di comunicazione”. “Sentirci educatori competenti – ha spiegato – significa sentire che c’è un canale aperto, una porta aperta che ci dà la certezza che prima o poi riusciremo a re-incontrarci”. La sfida, ha evidenziato, è quella di “essere a fianco per aiutare a sperimentare in una zona di protezione”. Infine, “il digitale non è da rinnegare, ci sono oggi strumenti che possono rendere migliore il mondo. Un contro è educare al digitale e all’uso della tecnologia altro è dotare i bambini sempre più precocemente, perché è contro natura considerato che limita la libertà e la costruzione del cervello”.

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