Fraternità: don Gianola, “è una cura che nasce dal riconoscersi figli dello stesso Padre”

(Foto Calvarese/SIR)

(Torino) “Fratelli perché ci riconosciamo con un’origine unica, figli dello stesso Padre”. È da questa prospettiva biblica che don Michele Gianola ha declinato il tema della fraternità nell’incontro “La fraternità è possibile – La speranza dei cristiani nel mondo lacerato dalle guerre e dalla violenza”, organizzato da Mediagraf e ospitato nello Spazio Media Cei e Uelci del Salone internazionale del Libro di Torino. Moderato da Lucia Capuzzi, all’evento sono intervenuti Ignazio Ingrao, p. Francesco Occhetta, p. Enzo Fortunato e Piero Damosso. “La radice della parola è cura”, ha sottolineato Gianola, richiamando il legame originario che fonda la relazione tra le persone. “La fraternità non è automatica nella vita dell’uomo”, ha evidenziato il sacerdote, ricordando il racconto di Caino e Abele come paradigma delle tensioni originarie dell’umanità: “Invidia, potere, fragilità”. Per questo, ha aggiunto, “la fraternità è possibile ed è ciò che vale la pena costruire”, perché nasce da una scelta libera e consapevole che richiede impegno e responsabilità quotidiana.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia