“Pace subito. Pace in Iran. Pace in Medio Oriente. Pace in Ucraina. Pace in Sud Sudan. Pace ovunque la guerra avanza, trasformando il mondo in un campo di macerie”. È l’appello lanciato oggi dal Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici in Italia in un comunicato che denuncia “un’escalation che ha superato ogni limite”. Il documento chiede conto di tre scenari: la minaccia di “distruzione di un’intera civiltà” da parte del presidente della nazione più potente del mondo, i bombardamenti su Gaza e il Libano “che assumono tratti inaccettabili e disumani”, e il proseguimento dei raid sull’Ucraina “dopo 50 interminabili mesi”. Il Comitato denuncia anche “l’uso blasfemo della fede, piegata a giustificare interessi, potere, dominio”. Al governo italiano viene chiesta “un’assunzione di responsabilità piena, immediata, visibile: condannare senza esitazioni la barbarie, agire senza ambiguità, pretendere un cessate il fuoco reale, verificato, rispettato, duraturo”. “Ogni giorno che passa senza azione è un giorno di complicità”, si legge nel testo. Il comunicato si chiude con un appello netto: “Fermatevi. Fermate le armi. Restituite dignità alla parola, forza alla diplomazia, centralità alla vita umana”.