“Mentre la regione vive nel mezzo di una guerra devastante, è necessario che i messaggeri di pace di tutte le religioni alzino la loro voce con forza per fermare le guerre e realizzare la pace a cui aspirano i popoli”. È quanto affermato al Sir dal patriarca caldeo di Baghdad, card. Louis Raphael Sako, in occasione del quinto anniversario della visita (6 marzo 2021) del defunto Papa Francesco a Najaf e dell’incontro con il Grande Ayatollah Sayyid Ali al-Sistani, nonché della visita a Ur, patria di Abramo. Questa ricorrenza, ricorda il cardinale, “coincide anche con la Giornata della Tolleranza Nazionale, proclamata dall’ex Primo Ministro, Mustafa Al-Kadhimi”. Per oggi la chiesa caldea aveva organizzato un pellegrinaggio a Ur per celebrare una preghiera per la pace, “ma le attuali circostanze – spiega il patriarca – non lo hanno reso possibile”. La visita del Papa (5-8 marzo 2021), per Mar Sako, “ha rappresentato un evento di portata mondiale, per i profondi significati che ha lasciato e per il suo grande impatto, soprattutto perché è avvenuta in un contesto politico instabile. Durante l’incontro, Papa Francesco e il Grande Ayatollah Sayyid Ali al-Sistani hanno scambiato opinioni sull’importanza di rafforzare il dialogo e la cooperazione tra le religioni come pilastro fondamentale per consolidare una cultura di amore, rispetto reciproco e collaborazione nella costruzione della pace e del futuro, nonché per respingere la violenza, le guerre e il linguaggio dell’odio e della divisione”. “Come Chiesa Caldea – conclude il patriarca Sako – mentre seguiamo la situazione con preoccupazione, sosteniamo gli sforzi per la pace e preghiamo affinché la tempesta passi”.