“La pace autentica non si costruisce con l’imposizione militare né perpetuando regimi autoritari”. Con questa affermazione, l’Associazione cattolica latinoamericana e caraibica di comunicazione (Signis Alc) ha espresso la sua profonda preoccupazione per la guerra intrapresa dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran.
L’organizzazione ha messo in guardia sul rischio che questa escalation militare potrebbe comportare per la stabilità regionale e mondiale. In un comunicato diffuso il 5 marzo, ha ribadito il proprio impegno per la pace, il dialogo tra i popoli e la risoluzione non violenta dei conflitti.
Il documento ricorda che milioni di cittadini iraniani vivono sotto un sistema teocratico che ha limitato le libertà civili, reprimendo il dissenso e negando i diritti fondamentali, con particolare attenzione a specifiche popolazioni. Le proteste sociali documentate negli ultimi anni riflettono, secondo Signis Alc, il profondo desiderio di libertà e dignità che attraversa la quotidianità di ampi settori della società iraniana, tra cui i giovani e le donne. Tuttavia, l’organizzazione sottolinea che “la sofferenza della popolazione non può diventare la giustificazione per un intervento militare”. L’organismo invita la comunità internazionale ad abbandonare la logica della guerra, ripristinando l’effettiva validità del diritto internazionale come unico modo per risolvere i conflitti tra i Paesi.
Conclude l’associazione: “La pace duratura può essere costruita solo sulle basi della giustizia, della libertà e del dialogo tra le nazioni”; condizioni che garantiscono ai popoli la possibilità di decidere del proprio destino, liberi dalla violenza e dalle imposizioni esterne.