Intelligenza artificiale: don Imeneo (AcutisAI.it) a Notizie Carpi, “trasformazione digitale interpella la vocazione tradizionale di ogni media diocesano”

“Le opportunità maggiori non stanno nel far scrivere all’IA i nostri post o gli articoli per fare meno fatica, ma nel ripensare la nostra missione educativa. Chi lavora in un settimanale diocesano e chi lo legge sa bene che la trasformazione digitale interpella la vocazione tradizionale di ogni media diocesano”. È quanto dichiara don Davide Imeneo, direttore del settimanale cattolico “Avvenire di Calabria”, founder della piattaforma “AcutisAi.it” ed esperto di Intelligenza Artificiale e social media, in un’intervista rilasciata al settimanale della diocesi di Carpi, “Notizie”, in uscita l’8 marzo. Don Imeneo guiderà l’incontro per gli animatori della comunicazione – parroci, collaboratori di periodici, bollettini, siti internet, pagine social di parrocchie e associazioni – dal titolo “Custodire voci e volti umani. Strategie comunicative ai tempi dell’Intelligenza Artificiale” che si svolgerà domani, 7 marzo, nella parrocchia di Quartirolo. “Sentiamo la necessità di un passaggio dal ruolo primariamente informativo a una funzione pedagogica attiva, che valorizzi la prossimità e il legame fiduciario con il territorio come elemento distintivo. L’opportunità vera – sottolinea il sacerdote – è quella di educare le nostre comunità alla ‘Virtù Digitale’. Lo abbiamo visto con la piattaforma educativa AcutisAi (ideata dallo stesso don Imeneo, ndr.) che ha radice nel lavoro del nostro settimanale nelle scuole: l’obiettivo è comprendere come un media ecclesiale locale possa promuovere un approccio ‘virtuoso’ all’AI, agendo direttamente sul tessuto sociale della propria comunità di riferimento – la scuola, i giovani, le famiglie. Se formiamo le persone a usare queste tecnologie con spirito critico ed etico, stiamo già facendo evangelizzazione”. “Dobbiamo usare l’IA per sollevarci dai compiti ripetitivi e meccanici – conclude – ma, nello stesso tempo, dobbiamo custodire gelosamente lo spazio della relazione, dell’empatia e della testimonianza, che richiedono inevitabilmente un volto, una voce e un cuore umano”.

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