“Parole come ‘remigrazione’ e ‘riconquista’ suscitano una certa inquietudine”. Lo afferma mons. Giovanni Nerbini, vescovo di Prato, commentando la manifestazione nazionale “Remigrazione e Riconquista” in programma domani nella città toscana. Il presule giudica il manifesto politico alla base dell’iniziativa come “un chiaro intento di autodifesa, di concezione di un mondo fermo, statico, nel quale i flussi migratori vanno ostacolati e osteggiati”. Il termine “riconquista”, secondo il vescovo, è “sintomo di una mentalità non solo chiusa ma dichiaratamente xenofoba”: “Di fronte a questo non possiamo restare in silenzio, come cristiani e come cittadini”. Mons. Nerbini richiama l’enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco e avverte che quando “il sentimento della paura e l’atteggiamento di chiusura” guidano la comprensione della realtà “la conseguenza non può che essere l’intolleranza e il passo successivo è per forza di cose il razzismo”. La diocesi sarà presente alla manifestazione con il direttore della Pastorale sociale e del lavoro, Fulvio Barni. Il direttore della Caritas diocesana, don Enzo Pacini, ha osservato su Toscana Oggi che “risolvere il problema della migrazione una volta per tutte è semplicemente miope, perché è una realtà strutturale del nostro tempo”. Il vescovo conclude: “Auspichiamo che le manifestazioni in programma domani si svolgano in modo pacifico e con grande rispetto, pur nella differenza di idee e opinioni”.