“La questione dei pagamenti sanitari diretti rappresenta oggi una sfida insostenibile in Europa, poiché la spesa per i medicinali a livello personale incide pesantemente su una quota di famiglie compresa tra l’1% e il 14% nei 53 Stati membri. Questa condizione costringe troppi nuclei familiari a una scelta drammatica tra l’acquisto di beni alimentari e l’accesso alle cure, rendendo urgente un rafforzamento dei sistemi di tutela sociale per proteggere i soggetti più vulnerabili”. Lo ha detto Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa, nel suo discorso durante l’evento in corso a Roma all’Università Lateranense, “Oggi chi è mio prossimo?”, promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa e dalla Conferenza episcopale italiana. Il rappresentante dell’Oms ha ricordato anche il tema della violenza contro donne e bambine: “Statistiche allarmanti – ha ricordato – indicano che una giovane su tre subirà violenza fisica o sessuale prima dei vent’anni. Nonostante le critiche di chi vorrebbe relegare il problema alla sola pubblica sicurezza, il settore sanitario resta spesso l’unico punto di contatto con le istituzioni per le vittime. Se medici e infermieri non sono in grado di riconoscere e accogliere queste istanze, le sopravvissute rischiano di non trovare mai la forza di ricostruirsi. In questo senso, la collaborazione con i servizi di cura pastorale è essenziale, poiché condividiamo la missione comune di salvaguardare la dignità umana senza lasciare indietro nessuno”. Un altro messaggio chiave Kluge lo ha dedicato alla protezione degli operatori sanitari, “spesso – ha dichiarato – vittime di violenza proprio nei luoghi di cura come i pronto soccorso. Prendersi cura di chi ci cura significa anche monitorare il benessere della forza lavoro ospedaliera, dove i segnali di ansia e depressione sono in forte aumento. Le soluzioni non passano solo per nuovi finanziamenti, ma per interventi pratici come la gestione dei turni e il supporto alla genitorialità in un settore a prevalenza femminile”.