Lasciti solidali: Bartoli (Comitato), “un gesto semplice come ci ricordano anche film da Oscar”

Il grande schermo continua a celebrare l’eredità come atto di saggezza e unione generazionale. Nella notte degli Oscar 2026 la statuetta come migliore attrice protagonista è andata a Jessie Buckley per “Hamnet – Nel nome del figlio”, film che esplora l’eredità familiare tra amore, perdita e legami trasformativi. “L’eredità non è conflitto, ma ponte verso solidarietà e futuro migliore. Un messaggio ancora più attuale oggi, tra instabilità e preoccupazioni familiari”, sottolinea, dopo la consegna degli Oscar, il Comitato Testamento solidale.
Fare un testamento solidale significa, infatti, “lasciare un segno di noi, tramandando valori quando non ci saremo più”. Uno strumento che diventa sempre più “un affare di famiglia”, con 7 italiani su 10 che ne discutono insieme. Un gesto che non è solo “una cosa da ricchi”: i dati del Consiglio nazionale del Notariato (2024) mostrano che il 46,1% proviene da famiglie non particolarmente facoltose, con lasciti medi spesso sotto i 20.000 euro. Infatti, non serve un ingente patrimonio: anche un piccolo contributo fa la differenza per tutelare milioni di bambini, fare ricerca contro malattie rare o diffuse, creare cultura collettiva, garantire diritti universali e costruire un mondo sostenibile.
“L’eredità positiva di celebri film da Oscar ci ricorda ancora una volta che fare un lascito solidale è un gesto semplice e di grande impatto – sottolinea Rossano Bartoli, portavoce del Comitato Testamento solidale -. significa affidare la propria visione del futuro, anche dopo la morte, a organizzazioni che si impegnano a costruire un mondo dove i bambini crescano in sicurezza senza barriere per la disabilità, la ricerca sconfigga le malattie, la cultura sia patrimonio di tutti, i diritti valgano per ogni persona senza differenze e il futuro sia sostenibile. Non servono grandi patrimoni: basta un piccolo lascito per fare la differenza e tramandare valori di solidarietà: un atto di consapevolezza che arricchisce tutti, come confermano i nostri dati in crescita”.
Ricordare nel proprio testamento, come erede, una o più associazioni, enti o organizzazioni è un gesto semplice, non vincolante, modificabile in qualsiasi momento, che “nulla toglie ai diritti legittimi dei familiari. Infatti, i familiari non solo sono tutelati per legge dalla quota legittima ma vedrebbero la propria eredità arricchita di ideali come solidarietà e uguaglianza”, sostiene il Comitato Testamento solidale.
Aumenta tra i nostri connazionali la propensione al lascito: la ricerca del Comitato (2025) registra, nel 2020-2024, un balzo delle non profit con almeno un lascito dal 61% al 77%, con il loro peso sulle raccolte fondi quasi raddoppiato (8% al 14%). Tra gli over 50, il 19% – quasi 5 milioni – è propenso, e oltre mezzo milione l’ha già fatto. Dal 2013, il Comitato – da 6 a 26 aderenti – ha portato la consapevolezza all’82%.
Info: www.testamentosolidale.org.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa