Disturbi alimentari: Age Toscana, giovedì 19 marzo il webinar “Una prigione chiamata cibo”

Dietro ai disturbi alimentari c’è tanta sofferenza. Lo ricorda l’Associazione genitori Age Toscana, che promuove il webinar “Una prigione chiamata cibo”, il 19 marzo alle 21, con Isaura Nencini quale testimone e la pedagogista ed esperta nei disturbi dell’apprendimento Mariachiara Macchi.
Nel mese dedicato alla sensibilizzazione sui Disturbi del comportamento alimentare (Dca) vuole lanciare “un messaggio di speranza”. Isaura Nencini racconta: “È bastato un episodio di normale routine, vissuto male, per creare una ferita nel mio cuore che mi ha portato a vivere vent’anni prigioniera di un disturbo alimentare. So cosa si prova quando il mondo vive e tu perdi i tuoi preziosi giorni contando calorie. Si sopravvive. Per questo, oggi che sono completamente guarita, ho deciso di dedicare la mia vita all’informazione e all’ascolto di chi soffre. Insieme a Mariachiara Macchi vogliamo parlare di disturbi alimentari, di come possiamo uscirne vincitori e liberi e, soprattutto, di come poterli prevenire”.
Il disturbo alimentare è subdolo e travolge l’intera famiglia: non a caso al webinar si sono iscritte zie, sorelle, nonne, ma soprattutto mamme. “Come si deve comportare un genitore, soprattutto una madre, di fronte ad una figlia che distrugge il suo corpo? Spesso la rabbia prende il sopravvento perché queste malattie durano a lungo e mettono a dura prova tutti i membri della famiglia, soprattutto gli altri figli, perché il malato, che spesso è bugiardo, oppositivo, aggressivo e di umore depresso, determina l’esito della quotidianità per tutti. Non è facile aiutare chi rifiuta il calore di chi lo ama”, viene spiegato.
Age Toscana ricorda anche che non si tratta di un fenomeno solo al femminile: anche i ragazzi possono avere problemi. Circa un decimo dei casi riguarda persone di sesso maschile e il numero di diagnosi tra i maschi è in costante crescita, specialmente tra adolescenti e preadolescenti. Perché non ci sono soltanto anoressia, bulimia, neofobia alimentare (paura di cibi nuovi) e binge eating (episodi ricorrenti di abbuffate compulsive), ma anche vigoressia (ossessione per il potenziamento muscolare e la forma fisica) e ortoressia (ossessione patologica per la purezza e la salubrità del cibo, che porta a restrizioni alimentari estreme e rituali rigidi tra giovani maschi).
Per partecipare al webinar, avere risposte e porre una propria domanda basta iscriversi, in modo del tutto gratuito.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi