“Gli importi del debito del Sud del mondo si trasformino in investimenti concreti per una transizione energetica giusta, con piani chiari e verificabili”. È l’appello dei rappresentanti della Chiesa cattolica dei cinque Continenti, nel Manifesto delle Chiese del sud del Mondo per la nostra casa comune, presentato pubblicamente oggi, nel corso di un webinar globale. “In vista della prima conferenza sul Trattato dei combustibili fossili e della Cop 31 ad Antalya (Turchia) – si legge nel manifesto -, esortiamo i leader mondiali a: “Unirsi al gruppo di Nazioni che promuovono il Trattato sui combustibili fossili; seguire l’esempio di Paesi come Vanuatu e la Colombia, riconoscendo che la cooperazione internazionale è l’unica via verso una transizione ordinata; integrare la fine dei combustibili fossili negli Ndc: i prossimi Contributi determinati a livello nazionale devono includere obiettivi espliciti, scadenze e percorsi per la graduale eliminazione della produzione di combustibili fossili, in linea con la scienza e l’equità; proteggere i difensori della Terra, garantire la sicurezza e la partecipazione vincolante degli uomini e delle donne delle comunità indigene e locali nel processo decisionale relativo al clima e ad altre questioni correlate, riconoscendo la loro sovranità sui territori ancestrali”.
Concludono i rappresentanti delle Chiese di Sud del mondo ed Europa: “Come Chiesa in cammino nel mondo, consapevoli della nostra responsabilità storica e morale, ribadiamo che la difesa della vita e della dignità umana ci impone di agire con determinazione di fronte alla crisi socio-ambientale. Non possiamo restare indifferenti quando modelli economici e finanziari mettono a rischio la vita umana e oltrepassano i limiti del pianeta. Ci impegniamo a promuovere una transizione energetica giusta, a rivedere le nostre pratiche, compreso il disinvestimento dai combustibili fossili, e ad accompagnare le comunità che sostengono con speranza la resistenza e la resilienza nei loro territori. Uniamo le nostre voci all’appello urgente di Papa Leone XIV per essere costruttori di «una pace disarmata e disarmante» nel mondo”.