Università Cattolica: dies academicus nella sede di Piacenza-Cremona. Beccalli (rettore), “garantire sicurezza nutrizionale è atto di giustizia universale e intergenerazionale”

(Foto Università Cattolica del Sacro Cuore)

“Se l’uomo è ciò che mangia e se la nostra umanità dipende dalla responsabilità verso l’altro, allora garantire la sicurezza nutrizionale è un atto di giustizia universale e intergenerazionale”. Per questo “combattere la povertà alimentare e la malnutrizione clinica non è solo un obiettivo sanitario, è l’unico modo per abitare una società che possa ancora dirsi civile”. È necessario assegnare rilevanza alla sostenibilità sociale e ambientale, oltre che economica, sottintendendo uno sviluppo nel presente non realizzato a scapito di quello futuro. “Ciò rimanda a un profilo di giustizia intergenerazionale, basata su un’alleanza tra generazioni”. Lo ha sottolineato oggi Elena Beccalli, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nel corso del dies academicus della sede di Piacenza-Cremona che si è svolto all’insegna della nutrizione.
Nel discorso inaugurale, Beccalli ha rilevato che “in un’epoca segnata da una transizione demografica senza precedenti, il binomio tra nutrizione e longevità rappresenta una nuova frontiera dei diritti umani. Inoltre, l’invecchiamento non deve essere inteso come un processo di sottrazione, bensì un’estensione della dignità umana assicurata anche dalle scelte alimentari. In questi due assunti è contemplato l’universo interdisciplinare al centro delle attività dei campus di Piacenza e Cremona”. Sul primo versante, “longevità significa non solo aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni. Ciò testimonia il legame tra nutrizione, longevità e diritti umani”. Ma il problema della nutrizione corretta riguarda anche le giovani generazioni. “Nel 2026, lo scenario globale descrive una realtà paradossale: per la prima volta nella storia, il numero di bambini e adolescenti obesi ha superato quello dei sottopeso”. Si tratta “di un tema politico in senso ampio, di una questione sociale di primo livello”. Il rettore ha avanzato un appello all’azione su un impegno condiviso tra istituzioni, comunità e mondo della ricerca. “Alle istituzioni, affinché riconoscano pienamente la nutrizione clinica come componente primaria dei livelli essenziali di assistenza. Alle comunità, perché riscoprano il valore del pasto condiviso, potente antidoto alla solitudine, che a sua volta rappresenta una delle cause più insidiose della malnutrizione. Alla scienza, infine, perché continui a innovare nel campo delle tecnologie alimentari senza mai perdere di vista la centralità del piacere del gusto e della qualità dell’esperienza alimentare”.
La prolusione è stata tenuta da Carlo Cracco, che, come ha detto il rettore della Cattolica, “con la creatività dei suoi piatti ha contribuito a rendere la cucina italiana un simbolo globale”. La cucina, ha spiegato lo chef, “non rappresenta soltanto un insieme di tecniche o l’espressione di una creatività individuale: è soprattutto un patrimonio culturale che si sviluppa e si arricchisce grazie alla trasmissione di conoscenze, esperienze e valori tra maestri e allievi”. Nelle evoluzioni che ha subito nel tempo la cucina, Cracco ha assegnato grande valore “all’idea di una brigata che operi come una squadra. Ogni persona contribuisce con il proprio talento, la propria sensibilità e la propria energia. Il mio compito, in qualità di chef, è creare le condizioni affinché queste qualità possano esprimersi nel modo migliore”.
Il rettore Beccalli non ha mancato, nel suo intervento, di richiamare le novità della sede di Piacenza-Cremona. A Piacenza, “le innovazioni interesseranno la triennale in ‘Economia e management per la sostenibilità’, il profilo triennale in ‘International business management’ e quello magistrale in ‘Management’. A Cremona, invece, cambierà veste la laurea magistrale in ‘Management e innovazione digitale’”. Sempre a Cremona ha preso avvio “il master in ‘Intelligenza artificiale e data science per le imprese’, nato dalla collaborazione con il Politecnico di Milano, secondo un’autentica logica di co-opetition”. E nella città lombarda dal prossimo anno accademico grazie al sostegno della Fondazione Arvedi Bruschini entrerà in funzione una nuova residenza che ospiterà 70 tra studenti e visiting professor.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori