Riforma Ssn: Cittadinanzattiva al ministro Schillaci, “il ddl delega rischia di acuire le disuguaglianze. Necessario un confronto strutturato”

Cittadinanzattiva esprime forte preoccupazione per lo schema di disegno di legge delega sulla riforma del Servizio sanitario nazionale, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso gennaio. In una lettera aperta al ministro della Salute Orazio Schillaci, l’organizzazione segnala criticità sia nel merito della proposta sia nel metodo con cui è stata elaborata.
Secondo Cittadinanzattiva, il testo non affronta le cause strutturali della crisi del Ssn e concentra la riforma quasi esclusivamente sugli ospedali, puntando a rafforzare strutture già eccellenti.  “Rafforzare ulteriormente ciò che già funziona, senza un piano chiaro e vincolante per sostenere con interventi mirati le strutture in maggiore difficoltà, rischia di ampliare le disuguaglianze, piuttosto che ridurle”, afferma nella lettera Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. “I divari – osserva – si colmano investendo prioritariamente negli ospedali e nei servizi dei territori più fragili, assicurandovi standard di qualità, sicurezza, dotazioni e personale adeguati”. Restano inoltre poco definite le risposte alle grandi sfide attuali: invecchiamento della popolazione, aumento delle cronicità, non autosufficienza e bisogni socio-sanitari complessi. Poco chiaro anche il legame tra riforma ospedaliera e assistenza territoriale.
L’organizzazione critica anche il percorso adottato dal Governo, giudicato improvviso e privo di un confronto strutturato con cittadini, pazienti e professionisti sanitari. Una scelta che, secondo Mandorino, rischia di indebolire la legittimità della riforma e alimentare la distanza tra istituzioni e cittadini. Per queste ragioni, Cittadinanzattiva ritiene “indispensabile che nel percorso di riforma venga formalmente prevista una fase di ampio, strutturato e reale coinvolgimento” e ribadisce la propria disponibilità a contribuire affinché la riforma sia improntata a trasparenza, responsabilità e partecipazione.

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