“Come religiose e religiosi, come sacerdoti, come popolo di Dio oggi siamo chiamati ad essere segno di contraddizione. Siamo chiamati ad essere custodi di una fiamma tenue, capace però di illuminare la storia di una luce che è la luce di Cristo, quella luce che il mondo chiede oggi più che mai ad ognuno di noi. Siamo chiamati ad essere segno di contraddizione non nel clamore, nel rumore, nei toni trionfalistici, ma in una luce piccola che va protetta, che squarcia il buio indicando l’amore eterno di Dio e il cammino possibile”. Così il vescovo di Lamezia Terme mons. Serafino Parisi che, in Cattedrale, con le religiose e i religiosi della Diocesi, ha presieduto la celebrazione eucaristica nella festa della Presentazione del Signore, XXX Giornata della vita consacrata.
“La nostra spiritualità cristiana – ha detto il vescovo – non è sospesa in aria, ma è incarnata nella storia perché il Figlio di Dio si è incarnato. Non siamo posti in una sorta di torre d’avorio, non siamo sottratti al mondo, ma siamo spinti nel mondo in mezzo agli altri fratelli; non per omologarci, ma per essere segno di contraddizione”. “La luce che abbiamo messo in evidenza nella liturgia di oggi – ha proseguito Parisi – non è un lampione che squarcia la notte, ma una piccola fiamma che si fa strada nell’oscurità. Una piccola fiamma che siamo chiamati a custodire, che dà un orientamento, che indica un cammino. Quella piccola fiamma ci dice che possiamo abitare il buio”. Nel corso della celebrazione le religiose e i religiosi presenti hanno rinnovato la professione dei voti.