“In questa Quaresima ‘torneremo giovani’”. Lo scrive don Alfonso Giorgio, assistente ecclesiastico nazionale del Movimento apostolico ciechi (Mac), nella lettera di Quaresima, dal titolo “Io ti ho amato! La nostra risposta umile alla Grazia di Dio e il nostro impegno di amore verso Dio e verso il prossimo”. “Del resto, in ogni cuore umano, c’è questo istintivo desiderio di ritornare giovani, un desiderio che poi si traduce in un sogno irrealizzabile: arrestare la propria giovinezza”, scrive, sottolineando che “c’è dunque una giovinezza che appartiene a un altro ordine, che non tramonta, che non è questione di età ma è una qualità dello Spirito”. “Abbiamo bisogno, in questo tempo di Quaresima, di abbattere ogni forma di orgoglio e di porci con umiltà gli uni di fronte agli altri e soprattutto di fronte a Dio”, esorta don Giorgio, ricordando le parole di Gesù: “Imparate da me che sono mite ed umile di cuore”. “Il nostro peggiore avversario non è il peccato, di cui noi chiediamo perdono e per cui noi oggi riceviamo queste ceneri, ma è l’orgoglio”, afferma, citando san Paolo della Croce: “Un granello di superbia basta per rovinare una montagna di opere di santità”. La lettera propone alcune iniziative concrete: praticare il digiuno e indirizzare il corrispettivo ai progetti di cooperazione internazionale, dedicare attenzione alle persone anziane e sole, riservare maggior spazio alla preghiera personale.