Legalità: Società San Vincenzo De Paoli, il progetto “ScegliAmo Bene” arriva nelle scuole di Bologna, Oderzo, Cagliari

(Foto I AM per Società San Vincenzo De paoli)

Il progetto “ScegliAmo Bene”, promosso dal Settore Carcere e Devianza della Società di San Vincenzo de Paoli, amplia il proprio raggio d’azione: dopo i primi laboratori, coinvolgerà nuove realtà come Bologna, Oderzo, Cagliari, con la prossima tappa prevista a marzo a Comacchio. L’iniziativa punta a promuovere la cultura della legalità tra studenti e società civile, trasformando il concetto di responsabilità personale in esperienza concreta.
A commentare la crescita del progetto è Antonella Caldart, responsabile del Settore Carcere e Devianza della Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv: “La Società di San Vincenzo De Paoli è oggi in un momento di grande trasformazione. Con la fiducia e l’impegno di tutti, può affermarsi come modello innovativo nel panorama del Terzo Settore contribuendo a costruire comunità più responsabili, consapevoli e inclusive”.
Partire dai giovani diventa fondamentale per accompagnarli a riconoscere che la libertà non è assenza di vincoli, ma assunzione di responsabilità. “Molti giovani vivono immersi in un panorama dominato da rumore e solitudine, informazioni contraddittorie e modelli effimeri che offrono gratificazioni rapide ma vuote. In questo contesto, trovare valori concreti su cui costruire le proprie scelte diventa difficile. ‘ScegliAmo Bene’ trasforma il vuoto in possibilità, proponendo esperienze concrete di responsabilità e impegno sociale”, afferma Caldart.
Gli incontri sono basati sull’interazione tra educatori e studenti e puntano a generare partecipazione e riflessioni profonde sulla responsabilità personale. “Gli elaborati e i pensieri prodotti sinora sono stati riconosciuti come particolarmente significativi anche dai docenti presenti”, spiega Caldart.
Di recente, “ScegliAmo Bene” è approdato a Vittorio Veneto, coinvolgendo quattro istituti della scuola secondaria di II grado.
Per l’occasione gli studenti hanno incontrato Raffaele Mantegazza, professore di Scienze pedagogiche all’Università Milano-Bicocca, che ha evidenziato i risultati più significativi: “Grazie ai lavori svolti sono emersi temi importanti come la necessità di non giudicare, di comprendere le conseguenze delle proprie scelte e di riuscire a entrare in sintonia con l’altro. I ragazzi hanno mostrato apertura e capacità di mettersi in gioco, lavorando con entusiasmo e curiosità. È stato evidente come, anche attraverso attività pratiche e creative, possano interiorizzare concetti complessi come responsabilità e cooperazione”.
Tra gli istituti superiori di Vittorio Veneto c’è stato grande coinvolgimento: “Attraverso il teatro ci siamo soffermati sull’importanza delle scelte e delle conseguenze sperimentando situazioni reali che hanno mostrato come anche piccoli gesti hanno un peso e possono influenzare gli altri”, dice afferma Lorenzo, 16 anni. Nei primi laboratori sono stati proprio gli studenti considerati “più difficili” a mostrare i cambiamenti più evidenti: barriere difensive cadute, aggressività ridimensionata, dinamiche di bullismo rilette alla luce delle conseguenze delle proprie azioni.
“Non sarà ScegliAmo Bene a stravolgere intere comunità, ma il progetto può seminare piccoli semi che, se coltivati con cura, daranno frutti positivi. Entrare in contatto con i giovani significa creare relazioni durature: chi sperimenta personalmente il valore delle proprie scelte è in grado di trasmetterlo e coinvolgere altri ragazzi, generando un effetto a catena. Perché questo avvenga, è fondamentale avere operatori e volontari preparati, capaci di dialogare con i giovani senza rifugiarsi nei modelli educativi del passato. È necessario essere disponibili ad apprendere, adattare e sperimentare nuovi modelli comunicativi ed educativi, in linea con i tempi e con le esigenze dei ragazzi”, conclude Caldart.

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